Calcio

Calcio e violenza: morto il tifoso dell'Inter investito prima di Inter-Napoli

Ecco chi era Daniele Berlardinelli, ultras coinvolto negli scontri. La rabbia del Questore: "Agguato squadrista, vietare trasferte fino a fine stagione"

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Giovanni Capuano

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E' morto il tifoso dell'Inter investito da un va prima della partita Inter-Napoli che si è disputata a San Siro la sera del 26 dicembre 2018. Si chiamava Daniele Belardinelli, aveva 35 anni ed era originario di Varese. Era un ultras dell'Inter con Daspo precedenti per reati da stadio anche se al momento non risultava avere alcuna limitazione.

Belardinelli è morto nelle prime ore della mattina all'ospedale San Carlo di Milano dove era stato trasportato d'urgenza da alcuni compagni. Aveva lesioni gravi alla milza, all'aorta toracica e addominale, diverse fratture in parti del corpo dovute quasi certamente all'investimento anche se sarà l'autopsia a dare elementi decisivi per la ricostruzione della dinamica del suo ferimento e della morte.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto raccontato dalla Questura di Milano, gli incidenti si sono sviluppati tra le 19,30 e le 19,50 in zona Viale Novara a circa due chilometri dallo stadio. Un centinaio di ultras dell'Inter hanno teso un agguato nella zona di transito dei van con supporter del Napoli e uno di questi è stato circondato da gente armata di mazze e catene.

"Agguato" e "azione squadrista ignobile" le ha definite il questore di Milano, Marcello Cardona che ha ripercorso i tragici avvenimenti. Nella colluttazione nata dall'agguato un uomo è rimasto ferito lievemente per una coltellata, mentre Belardinelli è stato travolto dal van che cercava di farsi largo per sfuggire all'agguato. Il questore Cardona, ha spiegato che si sta cercando di rintracciare il suv scuro e che non esistono al momento certezze circa la consapevolezza di chi era alla guida del mezzo riguardo l'investimento e l'uccisione del tifoso avversario.

Tre ultras interisti sono stati arrestati con l'accusa di rissa aggravata e lesioni. Sono stati identificati grazie a video e testimonianze dei presenti. Non sono esclusi altri fermi col procedere delle indagini. Perquisizioni sono state effettuate in diverse abitazioni.

Il pugno duro contro la curva dell'Inter

Il questore Cardona ha anche annunciato di aver richiesto "con procedura d'urgenza" alcune misure eccezionali nei confronti della tifoseria nerazzurra: il blocco delle trasferte per tutta la durata del campionato e la chiusura della Curva Nord di San Siro fino a marzo 2019 per un totale di 5 partite di campionato e una di Coppa Italia.

La presenza di ultras di Nizza e Varese rende ancora più inquietante lo scenario della notte di Inter-Napoli, costellata anche di odioso buuu razzisti nei confronti del giocatore senegalese Koulibaly e con polemiche che si sono trascinate ben oltre la fine della gara. 

Chi era Davide Belardinelli

Davide Belardinelli, 35 anni, abitava nella zona di Morazzone in provincia di Varese ed era noto come uno dei capi dei 'Blood Honour', la grangia più estrema del tifo organizzato del Varese. Era a Milano per via del gemellaggio con la Curva Nord dell'Inter. La Questura di Varese ha spiegato che era "sorvegliato speciale per reati connessi a manifestazioni sportive".

Nel corso della sua carriera da capo tifoso era incappato in due Daspo: nel 2007 per scontri a margine di Varese-Lumezzane e nel luglio 2012 dopo un'amichevole tra Como e Inter. Al momento degli incidenti nei pressi di San Siro non aveva alcuna limitazione per l'accesso allo stadio. Il Daspo del 2012 si era concluso nel 2017.

Belardinelli era campione di arti marziali; combatteva per la 'Fight Academy' di Morazzone con la quale aveva vinto alcune gare. Era socio di una ditta di pavimentisti e piastrellisti con sede in Svizzera nel Canton Ticino.

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