Per la Figc è l'ora di Albertini

Dopo il caso-Tavecchio gira voce di un possibile commissario. Ma la soluzione per salvare il calcio e la faccia c'è già - Ecco i voti di Tavecchio - Tavecchio? No, grazie

Demetrio Albertini – Credits: ANSA/CARLO FERRARO

Giovanni Capuano

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La presa di posizione ufficiale della Fifa, che ha chiesto alla Figc di fare luce sui "commenti razzisti" (non gaffe o cose simili, perché anche i termini hanno un peso in questa vicenda) di un candidato alla presidenza, toglie l'ultima difesa possibile al fronte dei pro-Tavecchio, sempre forte e attivo malgrado l'ondata popolare di sdegno. Se non per scelta interna, almeno per convenienza nei rapporti internazionali appare evidente l'insostenibilità della candidatura del 71enne capo dei dilettanti. Si spera che la mossa della Fifa aiuti più restii a uscire allo scoperto, convincendoli a saltar giù dal carro dell'(ancora) vincente Tavecchio.

Ora, però, si apre uno scenario diverso e ancor più complesso. Il gioco dei veti incrociati, delle cordate e alleanze e dei rapporti di forza nelle stanze che contano, rischia di partorire uno stallo osceno che è, se possibile, anche peggio dell'impresentabile Tavecchio. Dalla figuraccia mondiale in Brasile sono passate cinque settimane e la necessità di una rifondazione del calcio italiano pare rimasta un buon proposito scritto sulla sabbia. Esiste ancora l'urgenza di intervenire? Servono programmi e uomini nuovi? Secondo noi si' ed esiste anche la soluzione. Il calcio la può trovare al suo interno smettendola per una volta di ragionare guardando solo al proprio interesse.Nelle ore in cui si sgretola la candidatura di Tavecchio, infatti, non pare decollare quella di Demetrio Albertini.

Non è solo una questione di numeri. Albertini non piace ai club che comandano in Lega e questo pare tagliarlo fuori. Invece ha idee ed esperienza anche da dirigente che meritano di essere valorizzate. Non è più da tempo sindacalista dei calciatori e il suo programma contiene alcune delle soluzioni giuste: numero di club professionistici ridotto, rose a 25 (come già percorso dalla Uefa nella Champions League), valorizzazione dei vivai, accademie federali sui modelli di Germania e Spagna e la fine della battaglia - tutta ideologica - sul numero degli extracomunitari. Gli otto anni di Albertini in Figc hanno prodotto anche del buono e non solo il disastro del Mondiale, per altro ascrivibile soprattutto a chi ha legato tutto alle scelte anche organizzative di Prandelli. Ad esempio c'è il lavoro di Arrigo Sacchi sulla filiera delle nazionali giovanili da cui ripartire senza buttare via tutto.Albertini e' un candidato serio e credibile.

L'alternativa a Tavecchio non sono il commissariamento e la resa totale del calcio. Il nome c'è ed è già in campo, con le sue idee e il suo programma. Chi si sfila dall'appoggio a Tavecchio faccia endorsment per lui. Bisogna trovare qualche punto di intesa su altro? Albertini ha quasi un decennio di esperienza alle spalle e sa che la politica e' anche l'arte del compromesso. Può essere il presidente di tutti, serio e credibile a livello internazionale dove quelli come lui hanno in mano le redini del calcio, dalla Uefa di Platini in giù. Vada a via Allegri per due anni, cambi statuto e regole, renda la Federcalcio governabile e credibile e nel 2016 si rimetta al giudizio di chi oggi magari non lo ama ma non può fare finta di niente e buttare via un'occasione unica.

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