Calcio

Ecco quanto può valere la Superlega europea: 900 milioni per club ogni anno

Lo scenario da sogno (per pochi) in caso di strappo definitivo. La contrarietà delle leghe e la mediazione della Uefa

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Giovanni Capuano

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E' una partita miliardaria quella che stanno giocando i grandi club europei con la Uefa. Sul tavolo la riforma della Champions League e sullo sfondo il progetto, ufficialmente abbandonato, della Superlega privata chiusa che rappresenterebbe lo strappo definitivo e disegnerebbe un nuovo calcio dal 2024 o, forse, anche prima.

Le fibrillazioni sono cresciute con l'infittirsi del calendario di incontri per entare nella fase operativa. C'è una stima che circola e che è stata riportata dai media spagnoli che spiega bene perché la Superlega sia un'idea che affascina le multinazionali del calcio europeo: 900 milioni di euro.

A tanto ammonterebbero i ricavi garantiti ai club iscritti per ogni stagione, sommando i premi per la partecipazione e i bonus risultati alla fetta di diritti tv ricchissimi perché venduti in tutto il mondo e non solo nel Vecchio Continente. Una somma pazzesca, che da sola coprirebbe l'attuale fatturato delle società più ricche al mondo.

Uccidere i campionati nazionali?

Per arrivare a tanto, ovviamente, si dovrebbe immaginare un sistema che sacrifichi i campionati nazionali ben oltre il progetto di spostarli nella fase decisiva della stagione dal fine settimana al mercoledì. Un'idea dibattuta dai club dell'Eca (l'associazione delle società europee) con la Uefa anche come punto di accordo dal 2021 per rispettare il patto di restare all'interno del sistema attuale senza immaginare fughe in avanti.

Creare un torneo con fatturato in grado di garantire a ciascun partecipante quasi un miliardo significherebbe cannibalizzare tutto. E' vero che l'attuale Champions League con i suoi tre miliardi di fatturato è sotto dimensionata (il solo Super Bowl Usa, evento di un giorno, ne vale molti di più), ma il rischio concreto rimane quello di spaccare in due il calcio tra ricchissimi ed esclusi, alcuni dei quali facenti parte per storia e titoli all'elite del football continentale.

Ufficialmente si lavora per il 2024, anno in cui saranno riformati e uniformati anche i calendari della Fifa con alle viste grandi novità, ma la sensazione è che la trattativa punti ad ottenere passi avanti concreti già dal 2021 e che l'aumento del montepremi e il sistema creato da questa stagione - che privilegia le grandi nazioni e monetizza attraverso il ranking storico il dominio delle big - non basti più e sia considerato solo l'inizio di un percorso.


Chi finanzierebbe la Superlega

Eca e Uefa hanno sottoscritto nel febbraio scorso un memorandum di intesa garantendosi reciprocamente la volontà di creare un percorso comune per arrivare alla riforma del sistema a partire dalla stagione 2024-2025. Concordando sulla necessità di non uscire dal sistema Uefa.

Al netto delle smentite, però, secondo il quotidiano madrileno As il piano per la Superlega continua ad avanzare e avrebbe anche pronti gli investitori che lo dovranno finanziare con una montagna di denaro. Si tratterebbe di soldi provenienti dagli Stati Uniti dalla Relevant Sport che già organizza ogni estate la International Champions Cup mettendo insieme e facendo girare per tutto il mondo le squadre più blasonate e con maggior appeal commerciale.

Un piano che ha spaventato il presidente dell'Uefa Ceferin stanto da spingerlo a cercare un'alleanza con quello dell'Eca, Andrea Agnelli, anche a costo di scontentare tutti gli altri. Le leghe nazionali e le federazioni sono ovviamente contrarie a qualunque forma di chiusura del calcio europeo, ma il tempo corre e il rischio dello strappo rimane sul tavolo.

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