Calcio

Stadi vuoti e prezzi alti: il mercoledì nero della serie A

Flop a San Siro e San Paolo, biglietti da 35€ (minimo) per Empoli-Milan e tribuna a peso d'oro. Così il nostro calcio perde tifosi...

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Giovanni Capuano

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Sarà stato il primo accenno di autunno (anche se in nessuna città italiana pioveva), oppure la necessità di risparmiare qualche soldo per i prossimi match. Sarà, forse, che lo spettacolo lascia a desiderare e i tifosi preferiscono sempre più il caldo della propria poltrona alle scomodità dello stadio. Il primo turno infrasettimanale del campionato segna una vera Caporetto per il nostro calcio. Stadi semivuoti, paganti in calo e abbonati che, spesso, non si sono presentati ai tornelli. Il dato (al netto di Lazio-Udinese che chiuderà il programma) è sconfortante: 193.065 biglietti venduti con una media di 21.451. Un anno fa - era il 25 settembre - il primo mercoledì di serie A aveva portato negli stadi una media di 23.686 persone. Numeri su cui è il caso di riflettere, visto che in molte e importanti piazze si segnalano dati della campagna abbonamenti in calo rispetto ai minimi delle ultime stagioni. Non è un caso che tanti club non abbiano ancora chiuso il periodo di vendita e si appellino alla privacy (Inter) o altro per non comunicare i numeri ufficiali.

Lo spettacolo offerto dal San Paolo e da San Siro è stato deprimente. Per Napoli-Palermo, con la squadra di Benitez in piena crisi, i biglietti staccati (abbonati compresi) sono stati 18.521 con una percentuale di riempimento dell'impianto partenopeo del 30,7% a voler tenere in conto la capienza autorizzata dall'Osservatorio, perchè altrimenti si scende al 24%. L'Inter ha fatto poco meglio. Nessun dato ufficiale, ma il numero di presenti per la sfida con l'Atalanta si è fermato a 29.535. Contro il Sassuolo - nella prima stagionale di campionato e con la Curva Nord chiusa per squalifica - il dato era stato 34.549, allora riferito a quanti si erano effettivamente presentati ai tornelli. In ogni caso, anche il Meazza ha toccato a mala pena il 37,2% di riempimento sotto gli occhi di Thohir, giunto a Milano per certificare i conti di un bilancio in profondo rosso anche se con ricavi in rialzo e risparmi consistenti legati alla sforbiciata al monte ingaggi della rosa di Mazzarri.

La partita con il maggior numero di paganti è stata Juventus-Cesena (36.027), ma le immagini dallo Stadium hanno mostrato numerosi vuoti sulle tribune. Molti dei 27.266 abbonati sono rimasti a casa, penalizzati dalla lontananza da Torino. Non un bello spettacolo. Numeri importanti - ma anche qualche assenza di troppo - per Fiorentina-Sassuolo (28.175), mentre a Parma colpiva la curva lasciata vuota per ragioni di sicurezza a protezione dello spicchio di tifosi della Roma in una gara che ha comunque richiamato al Tardini 12.657 spettatori (percentuale riempimento 43,9%). Nessun problema per Sampdoria (19.346 paganti contro il Chievo) e il solito Verona (16.785 di cui 14.107 abbonati contro il Genoa). Il minimo si è toccato per Cagliari-Torino (9.400), mentre la presenza del Milan ha portato al Castellani di Empoli a sfiorare il 65% (12.619 presenti su circa 19mila di capienza).

Attenzione a non considerare i risultati di questo turno legati alla casualità dell'assenza di grandi sfide. Un anno fa c'erano in programma Inter-Fiorentina (45.342) e Bologna-Milan (22.953), ma il distacco è più strutturale. Per trovare un termine di paragone, a Napoli si è passati dai 55.677 dell'allora sfida con il Sassuolo ai 18mila del Palermo, mentre il Parma ha guadagnato poco dal passaggio tra un piccola come l'Atalanta (ci furono 10.409 spettatori) a una grande come la Roma (12.657). A condizionare i tifosi è, forse, la politica dei prezzi applicati dai club. Un esempio? Il secondo anello in rettilineo per Inter-Atalanta costava 40 euro. A Napoli si andava dai 14 euro delle curve fino ai 50 della Tribuna Posillipo (80 la Tribuna d'onore). Per Parma-Roma servivano 25 euro (in curva) oppure minimo 60 e massimo 150 per un posto in una qualsiasi tribuna. Empoli-Milan? In prevendita 35 euro per una curva, da 40 a 150 il resto dei settori con aumenti per la vendita nel giorno della gara. Anche per questo in molti hanno deciso di rimanere a casa.

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