I segreti del Sassuolo "made in Italy"

Il presidente Carlo Rossi racconta la realtà più italiana del nostro Campionato alla vigilia della sfida con l'Inter. E rivela: "Certe notti penso ancora a quello 0-7"

Zaza e gli altri: alla prima di Campionato, undici italiani in campo per il Sassuolo. – Credits: Getty Images.

Nicolò Schira

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In nove anni dalla Serie C2 al ruolo di outsider del campionato italiano. L'escalation del Sassuolo è impressionante e si poggia sulla solidità societaria data dal patron Giorgio Squinzi abbinata alla competenza del presidente Carlo Rossi e dell'uomo-mercato Nereo Bonato.

Una favola moderna che rinverdito i fasti del Piacenza di fine anni Novanta, con i neroverdi che alla prima di Campionato sono scesi in campo con una formazione composta da undici calciatori italiani. Un record nell'esterofilo torneo nostrano, in cui l'Inter - prossima avversaria del Sassuolo - ha invece provato spesso a schierare solo giocatori stranieri. Inoltre, i neroverdi si godono l'esplosione in Nazionale di Simone Zaza e le prestazioni autorevoli in Under 21 di Berardi e Antei: una gioventù al potere che autorizza leciti sogni di gloria in Emilia. Panorama.it si è addentrato nel mondo Sassuolo avendo come affidabilissima guida proprio il presidente del club Carlo Rossi. 

I vostri talenti hanno brillato in Nazionale, portando alla ribalta la bontà del vostro lavoro: un commento?
"Solo che da parte nostra c'è soddisfazione per l'inizio di Campionato e per quei ragazzi che stanno andando con continuità in Nazionale. A quanto pare, abbiamo fatto delle buone scelte (sorride, ndr)... e soprattutto la nostra fortuna è quella di avere un tecnico illuminato come Di Francesco, che è bravissimo nel valorizzare e crescere i ragazzi che la società acquista. Mentre la nostra forza è rappresentata dal patron Squinzi, che ci dà continuamente stimoli e incoraggiamenti: solo per merito suo è stato possibile far arrivare la Serie A in una piccola cittadina come la nostra".

Con tutti questi talenti potete ora anche sognare in grande?
"Cerchiamo di continuare con la politica che ci ha contraddistinto in questi anni. Abbiamo effettuato un passo in avanti ogni stagione e così ci siamo ritrovati in Serie A. Sembra davvero incredibile, se pensiamo al fatto che nove anni fa stavamo in C2...".

Siete il cub di Serie A che sta puntando maggiormente sui talenti nostrani. Come mai questa scelta in controtendenza?
"Se sono bravi, gli stranieri arrivano anche a Sassuolo. In questi anni abbiamo avuto Cofie, Boakye, Chisbah e adesso abbiamo acquistato in prestito dall'Inter l'algerino Taider. Non chiudiamo le porte a priori nei confronti degli stranieri, questo è bene precisarlo".

In ogni caso, contro il Cagliari nella prima di Campionato siete scesi in campo con undici italiani titolari...
"Se c'è la possibilità di prendere un italiano bravo, cerchiamo di sfruttarla. I giovani italiani si immedesimano immediatamente nella nostra realtà e hanno meno problemi di integrazione e inserimento nel nostro calcio. Noi teniamo in grande considerazione i giovani, adesso ne parlano tutti ma...".

Ci spieghi meglio.
"La nostra filosofia è questa da un decennio. Ora tutti parlano di potenziare centri sportivi e settori giovanili per scovare i futuri campioni. La prima cosa da noi fatta nel 2004, quando siamo entrati nel club, fu quella di strutturare le formazioni del vivaio: ne avevamo appena una, adesso siamo in questo fra le realtà più importanti in Italia. Mettiamo a disposizione del movimento giovanile preparatori e allenatori selezionati, capaci di far crescere il nostro movimento. Inoltre, abbiamo creato una rete di scouting mirata a individuare i ragazzi più promettenti. Non lasciamo nulla al caso".

Quindi non solo Zaza, Berardi e Antei?
"Esattamente. Fra Allievi e Primavera abbiamo calciatori under 18 e under 19 che faranno di certo strada nei prossimi anni".

Domenica sarete di scena a San Siro contro l'Inter: sognate l'impresa alla scala del calcio?
"Scendiamo in campo sempre per vincere. Il mister ha inculcato alla squadra questa mentalità: è inutile andare giocare per non perdere. Siamo consci della forza dell'Inter, che ha un organico da primissimi posti e arriverà molto in alto, ma faremo la nostra gara cercando di riscattare lo 0-7 dell'anno scorso. A volte la notte, quando ci ripenso, non riesco ancora dormire...".

Zaza e Berardi si dice siano già prenotati dalla Juventus in virtù del canale privilegiato di mercato che avete instaurato con la Vecchia Signora: conferma?
"Abbiamo rapporti consolidati e privilegiati con diversi club importanti. Ovviamente con la Juventus c'è un legame forte, dovuto anche ai tre anni trascorsi in bianconero dal nostro diesse Giovanni Rossi, che conosce alla perfezione l'ambiente e il direttore Marotta. Di queste cose si occupano i nostri operatori di mercato, ovvero Carnevali, Bonato e appunto Rossi. Adesso però pensiamo solo a noi e a goderci i nostri ragazzi, il cui futuro sarà in ogni caso sicuramente luminoso".

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