Calcio

Roma-Porto, tutto quello che c'è da sapere sulla sfida di Champions League

Due soli precedenti (sempre a favore dei portoghesi) e l'espulsione di De Rossi nel 2016. Ma anche un derby a distanza con la Lazio

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Giovanni Capuano

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L'accoppiamento con il Porto ha fatto sorridere i tifosi della Roma, spaventati dalla prospettiva di incrociare una big negli ottavbi di finale della Champions League. Eppure storia e numeri dicono che i giallorossi entrano da sfavoriti nell'incrocio che vale i quarti di finale perchè il Porto è un club abituato a queste altezze mentre la Roma, exploit della passata stagione a parte, non ha la stessa tradizione nella seconda fase della Champions.

Un dato fotografa la differenza: i lusitani sono nella Top10 del ranking Uefa per club (9°) e addirittura primi in quello stagionale grazie a un girone eliminatorio dominato senza perdere mai e vicendo le ultime 5 partite consecutive. Attenzione, dunque, perché sottovalutarli è già costato caro alla Roma che nell'estate 2016 si è schiantò proprio contro il Porto nella sfida di playoff per l'accesso alla competizione creandosi un danno da una trentina di milioni di euro.

Il precedente dell'estate 2016

Anche quella volta il sorteggio era stato accolto con favore e ancor più dopo il pareggio a Oporto (1-1) che aveva messo in discesa la strada per i giallorossi di Spalletti. L'eliminazione nacque in una notte completamente sbagliata, condizionata dall'espulsione di De Rossi per un'entrata killer su Maxi Pereira quando, pur sotto per 1-0, la partita era ancora aperta.

Finì 0-3 con inizio della china terminata con il secondo posto in campionato e l'addio al tecnico, obbligato da quella eliminazione a vivere in bilico e incapace di rifarsi nella successiva campagna in Europa League conclusa con poca gloria negli ottavi di finale.

Stesso destino nel secondo turno della Coppa delle Coppe 1981/1982, unico altro incrocio tra le due sqadre: successo del Porto all'andata davanti al proprio pubblico (2-0) e inutile pareggio a reti inviolate nel ritorno all'Olimpico. Roma fuori e addio Europa.

 

Il derby di Conceicao

Il confronto nasconde anche un derby a distanza con un giocatore che ha fatto la storia recente della Lazio. Sulla panchina dei Dragoni siede, infatti, Sergio Conceicao che ha vestito la maglia della Lazio dal 1998 al 2000 vivendone il momento  d'oro: uno scudetto, una Coppa delle Coppe e due Coppa Italia prima del disfacimento della squadra che si era inserita nell'elite italiana ed europea.

Il bilancio di Conceicao contro la Roma non è, in realtà, positivo: solo 2 successi in 9 derby vissuti in campo contro Totti che troverà dall'altra parte come dirigente. Però la suggesione esiste e sarà un motivo in più per entrambi per cercare di saltare l'ostacolo e presentarsi ai quarti di finale. 

Esiste - ovviamente - anche la motivazione economica e non è da poco. Per la Roma questa Champions League è già stata un affare da 54 milioni di euro (botteghino escluso) e che punta ai 10,5 del passaggio del turno che spalancherebbe le porte anche a un sicuro incasso da record all'Olimpico. In gioco ci sono, dunque, anche tanti soldi.

Tutto sul Porto

Il Porto sta vivendo un'ottima stagione. E' in testa nel campionato portoghese che si risolverà in un duello all'ultimo gol con i tradizionali rivali del Benfica, ha fatto una grande prima parte della Champions League e ha un gruppo con alcune individualità di alto livello.

Il modulo è un 4-3-3 con al centro dell'attacco Marega che in realtà era la seconda punta prima dell'infortunio al ginocchio che ha messo fuori causa per sei mesi Aboubakar. Il nuovo terminale è stato il capocannoniere dei lusitani nel girone di Champions, aiutato dagli esterni Corona e Brahimi.

A centrocampo c'è Hector Herrera che a fine stagione se ne andrà per scadenza del contratto e che è nel mirino di molti club italiani ed europei: potremmo rivederlo presto in Serie A. In porta la vecchia conoscenza è Iker Casillas che arrotonda il primato di presenze nella massima competizione europea: sono 177. Al centro della difesa un altro vecchietto terribile come Pepe (classe 1983), ex Real Madrid che sta chiudendo in Portogallo la sua carriera.

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