Calcio

La Roma al night club, errori e falsi moralismi

Club indispettito per le foto pubblicate a Mosca, ma le serate libere post-partita sono tradizione per i calciatori

Foto Roma al night club

Giovanni Capuano

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Non era semplice tornare da Mosca con più problemi che soluzioni rispetto alla vigilia della sfida di Champions. Non era facile, ma la Roma di questo inizio di stagione che sembra aver perso la bussola è riuscita a complicarsi la vita. Dentro e fuori dal campo, con l'aggravante che il secondo scivolone sta incendiando gli animi nella Capitale e rischia di diventare tema ricorrente di discussione se da qui a Natale la squadra di Garcia non riuscirà a fare filotto tra Manchester (obbligatorio per non buttare via un girone giocato da protagonisti), Inter, Sassuolo, Genoa e Milan in campionato. Percorso netto che Totti e compagni faranno bene a mettere nel mirino per evitare un Natale da vivere tra le polemiche.

Le immagini rilanciate dal sito russo www.super.ru non hanno in realtà nulla di clamoroso se non l'opportunità di farsi trovare in giro per Mosca a poche ore dalla beffa subita da Berezutski che ha gelato le speranze di qualificazione. L'uscita dall'hotel dopo la cena era stata concordata con la società, Garcia aveva lasciato serata libera e va anche considerato che i giocatori e lo staff vivevano anche sul fuso orario italiano e, dunque, non di notte fonda si trattava ma della tarda serata. Detto questo, è del tutto evidente che sarebbe stato meglio evitare di complicarsi la vita, farsi un paio di foto davanti al Cremlino e tornare in stanza.

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Non è accaduto e l'immagine che oggi la Roma rilancia di sé è quella di una squadra (e di una società) ancora lontana dai modelli di riferimento. Potete immaginare qualcosa di simile alla Juventus? No, impossibile. Anche se i giocatori bianconeri, così come quelli delle squadre del Nord, ogni domenica sera al termine delle partite (qualunque sia il risultato) salgono in auto e fanno anche centinaia di chilometri per ritrovarsi nei locali della movida milanese. E lo stesso avviene a Madrid, Barcellona, Londra, Liverpool e nel resto d'Europa. Il problema, dunque, non è tanto essersi fatti beccare fuori dal locale a luci rosse di Mosca, quanto l'incapacità di comprendere i guai potenziali di questo comportamento.

Il tam tam dei tifosi ha ricordato scene analoghe dopo il 7-1 subito a Manchester e dopo una sconfitta in Coppa Italia contro la Juventus. Partite andate male. Altre cento volte sarà accaduto dopo una vittoria, senza che nessuno si sia scandalizzato. Così va il calcio, in Italia e non solo. I giocatori e dirigenti della Roma dovevano saperlo perché una grande squadra si costruisce anche evitando queste situazioni. Non è leggenda che uno dei punti di forza del grande Milan, ad esempio, fosse la capacità dei vecchi di trasmettere ai giovani tutto, dall'attaccamento alla maglia fino alle regole di comportamento, compreso dove e come andare per evitare guai. It's football, baby. E non puoi pensare di caambiarlo. Tanto meno in una gelida notte moscovita.

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