Calcio

Roma, crisi e addio scudetto: gli errori del mercato di Monchi

Di Francesco ha perso la sua squadra: Juve e Napoli lontane. L'estate dei 118 milioni spesi senza risolvere i problemi della rosa

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Giovanni Capuano

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La sconfitta casalinga contro l'Atalanta ha fatto precipitare la Roma nella crisi che costa ai giallorossi la corsa scudetto. Il mese di dicembre è stato decisivo e rischia di cancellare quanto di buono la squadra di Di Francesco aveva fatto in precedenza, a partire dallo straordinario girone di Champions League vinto tenendosi dietro Chelsea e Atletico Madrid. 

La frenata di dicembre è stata netta e violenta: 5 punti in 5 partite, una sola vittoria contro il Cagliari (per giunta a tempo praticamente scaduto), le sconfitte contro Juventus e Atalanta e i pareggi con Chievo e Sassuolo. Tutto condito dall'eliminazione dalla Coppa Italia e dall'improvvisa crisi del gol: solo 4 in 540 minuti. Troppo poco per tenere il passo con le migliori del campionato.

Cosa è successo alla Roma? Certamente i giallorossi hanno pagato lo sforzo europeo perchè dominare un gruppo di così alto livello costa tanto dal punto di vista fisico e mentale. E' altrettanto probabile che il ritorno di Schick abbia rappresentato un momento di disequilibrio in una squadra che aveva trovato la sua fisionomia in campo. 

Vice Dzeko, spalla del bosniaco o attaccante esterno: troppi dubbi sul colpo più caro della storia del club (42 milioni a operazione conclusa), un giovane talento forte, ma senza un ruolo definito nel progetto tattico di Di Francesco. E qui entra il dibattito sul mercato estivo firmato da Monchi, mago del Siviglia voluto da Pallotta per prendere l'eredità di Sabatini ed aiutare la Roma a fare il salto di qualità a livello europeo.

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Monchi - 6 gennaio 2018 – Credits: Maurizio Lagana/Getty Images

Tutti gli acquisti del mercato della Roma

L'estate dell'addio a Totti e delle partenze, dettate dal bilancio, di Salah e Rudiger (oltre che di Paredes) non è stata una sfida semplice per il neo direttore sportivo giallorosso. Però a metà stagione il bilancio delle sue scelte sul mercato non è positivo, malgrado la classifica tenga ancora la Roma ampiamente in corsa per un posto nella prossima Champions League.

Il club non ha speso poco (118 milioni di euro), ma fin qui ha ricevuto risposte adeguate e continue solo da Kolarov che si è preso la fascia sinistra e che è uno di quelli costato meno (5). Su Karsdorp, penalizzato da due infortuni gravi, si può dire poco. Ma Schick che fatica ad integrarsi, Gonalons e Pellegrini che al momento sono seconde scelte nel centrocampo giallorosso, Defrel riserva come Under e Moreno quasi sparito sono elementi di cui discutere.

Alcuni di questi rappresentano investimenti per il futuro. C'è chi, come Pellegrini, è destinato ad avere un ruolo importante nella Roma se terrà fede alle promesse e lo stesso vale per Schick, il cui talento non si discute. Però la realtà è che Di Francesco ha in mano una rosa sulla carta meno forte di quella portata da Spalletti in Champions nella passata stagione e, forse, qualcosa si poteva fare di meglio sul mercato estivo.

La lacuna maggiore è l'assenza dell'erede di Salah che con i suoi strappi in verticale e i suoi gol (19 in 41 partite l'anno scorso) ha spesso deciso le situazioni più difficili e che si sta ripetendo in Premier League. Difficile prendere una sua replica, ma scommettere su Defrel e lasciare da soli Perotti ed El Shaarawy è stato un azzardo che per ora non sta pagando. A gennaio rimediare è quasi impossibile, ma la corsa Champions passa anche dal riscatto di Monchi.

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