RETROSCENA - Messi, Palacio e la maledizione di La Paz

L'interista non è l'unico reduce da Bolivia-Argentina con problemi muscolari: per lui 4 partite in 11 giorni con volo intercontinentale in mezzo

Messi infortunato nel corso di Psg-Barcellona di Champions League – Credits: Afp

Giovanni Capuano

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Lo stiramento che terrà fuori Palacio per un mese a meno di recuperi miracolosi, privando l'Inter del suo uomo più importante nella difficile rincorsa a un posto nella prossima Champions League è una sorpresa solo per chi non ha messo in fila nomi e numeri degli ultimi 30 giorni dell'argentino e dei suoi compagni di nazionale. In Spagna lo chiamano virus Fifa e lo temono avendo molti giocatori costretti a voli intercontinentali nelle pause per la nazionale. Quella che ha colpito Palacio e gli altri è invece la maledizione di La Paz, regalo della sfida giocata ai 3.600 metri della capitale boliviana lo scorso 26 marzo nelle qualificazioni mondiali.

Dei sei giocatori di movimento 'europei' che ne hanno disputato almeno un'ora per poi correre nei rispettivi club dall'altra parte dell'oceano si sono infortunati per problemi muscolari in quattro. Un'ecatombe che non può essere un caso. Campagnaro (Napoli) ha direttamente saltato la sfida di campionato contro il Torino per affaticamento, Messi (Barcellona) ha giocato 90' a Vigo il 30 marzo e poi si è fatto male a Parigi in Champions (2 aprile) alla fine del primo tempo così come Mascherano, tenuto in panchina in Liga ma uscito malconcio ai muscoli dalla sfida col Psg. E poi Palacio che, sceso dall'aereo proveniente da La Paz è stato proiettato in campo per Inter-Juventus (90' il 30 marzo) e Sampdoria-Inter (altri 90' il 3 aprile).

Solo Di Maria (Real Madrid) e Banega (Valencia) se la sono cavata, ma al primo è stata quasi del tutto risparmiata la partita di Liga del 30 marzo e il secondo ne ha giocato 65' per poi fermarsi non avendo impegni di coppa. C'è poi Romero (Sampdoria) che da portiere, però, ha meno occasioni di infortunio.  Il crac muscolare poteva essere insomma messo nel conto, ma fare un processo allo staff medico dell'Inter sarebbe una follia. Poteva Stramaccioni fare a meno di Palacio contro Juve e Samp? La risposta è no. Doveva rischiare e così ha fatto. Semmai si conferma l'assurdità dei calendari Fifa con l'anomalia assoluta della trasferta a La Paz in condizioni proibitive.

Che poi Palacio fosse particolarmente a rischio era noto. L'assenza di alternative in attacco dopo il k.o. di Milito lo aveva reso una specie di panda da conservare. Qualche panchina tattica, ma nulla più. Dal 3 marzo al 3 aprile ha messo insieme 8 presenze tra campionato (4), Europa League (2) e nazionale (2) giocando 546 minuti e segnando 5 gol. In pratica è sceso in campo senza sosta ogni 72 ore e negli ultimi 11 giorni addirittura 4 volte con viaggio intercontinentale in mezzo. Poteva reggere? No. E' stato un azzardo senza alternative e ora l'Inter lo ha perso di nuovo.

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