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Calcio

Portogallo nella storia: è campione d'Europa

I lusitani vincono Euro 2016, beffata la Francia. Ronaldo dalle lacrime per l'infortunio alla gioia

Il Portogallo entra nella storia, ribalta il pronostico, si ribella al destino e conquista il primo grande trofeo della sua storia. Un successo maturato al termine di una finale sportivamente drammatica contro la Francia, condannata alle lacrime dopo aver a lungo accarezzato il sogno di poter alzare il trofeo al cielo come già nel 1984 - sempre a Parigi - e nel 2000 in Olanda. O come nel Mondiale '98, conquistato giocando in casa.

Invece no. I portoghesi sono stati più forti di tutto, anche della sfortuna che li ha privato di Ronaldo dopo 25 minuti per infortunio, e alla fine sono stati premiati dal gol di Eder al 109': destro da fuori area con Lloris sorpreso. Palla nell'angolino e rete che vale l'Europeo e un posto nella leggenda.

 

Eder, l'uomo del destino che viene dalla Francia

L'uomo del destino si chiama Eder Antonio Macedo Lopes e, per uno strano scherzo del fato, vive e gioca in Francia nel Lille. Un bomber senza troppa fortuna, che in questo Europeo aveva messo insieme meno di 10 minuti prima di questa finale in cui si è alzato dalla panchina al 79' nel momento di massima sofferenza della sua nazionale.

Sembrava un azzardo di Fernando Santos e, invece, si è rivelata la mossa vincente. Sarà ricordato per sempre come l'uomo che è riuscito là dove Eusebio, Figo e anche Cristiano Ronaldo avevano fallito. Il suo gol ha fatto piangere la Francia e Deschamps, che sognava di diventare il secondo uomo dopo Berti Vogts a conquistare l'Europeo sia da giocatore che da tecnico.

 

Ronaldo, dalle lacrime al trionfo 

L'immagine della finale, però, rimarrà sempre quella delle lacrime di Cristiano Ronaldo. Prima disperate, per essere stato costretto ad abbandonare il suo Portogallo per infortunio all'alba della partita. Messo ko da una dura entrata di Payet, Cristiano è uscito in barella lasciando sotto choc i compagni e un'intera nazione.

Poi, però, è tornato e ha teleguidato i suoi dalla panchina. Ha urlato, saltato, sofferto e gioito fino all'esplosione finale. Con la fascia di capitano è andato a prendersi la coppa. Vero leader, seppure in un Europeo in cui ha faticato più del previsto. La vittoria gli vale quasi certamente il Pallone d'Oro e, insieme a Pepe, è l'undicesimo giocatore della storia ad aver completato la doppietta Champions-Europeo nella stessa stagione. Averlo fatto con il Portogallo che sembrava storicamente destinato a non vincere mai ha un valore doppio.

Pogba e Griezmann, la grande delusione

A uscire sconfitti dalla finale, insieme a tutta la Francia che non ha vinto un Europeo che pareva disegnato su misura, sono Griezmann e Pogba. L'attaccante dell'Atletico Madrid ha chiuso capocannoniere ma sprecando contro Rui Patricio le due occasioni che gli sono capitate. Pogba non ha inciso, aprendo la discussione sulla sua tenuta psicologica e caratteriale nei grandissimi appuntamenti.

Complessivamente la Francia ha fatto un Europeo non indimenticabile, favorita da alcune buone combinazioni che le hanno consegnato un'unica vera sfida (contro la Germania) prima della finale. Certo, il Portogallo sale sul trono d'Europa avendo vinto una sola partita su 7 prima del 90', contro la Croazia, e avendo pareggiato le altre 6. Si è salvato nella prima fase come ripescata e da lì ha costruito la sua fortuna con un tabellone aperto come un'autostrada. Non era scontato, però, e il trionfo di Parigi, maturato nella sofferenza, fa ammenda di tutto. La leggenda degli eterni secondi è finita.

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