Calcio

la Pallonata - I cori sull'Heysel e il silenzio dei Della Valle

Nella semifinale Fiorentina-Juventus solita colonna sonora di ingiurie sui morti bianconeri. Perché i patron viola non prendono posizione?

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Giovanni Capuano

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Ci sono silenzi che offendono quasi quanto le parole. Pesano, perché segnano la difficoltà del mondo del calcio a marcare la distanza dai fenomeni più beceri. Questione di convenienza, forse di sensibilità. Così come le 36 ore senza voce di Pallotta e dei dirigenti della Roma sugli striscioni dell'Olimpico sono state una pagina brutta, appena emendata dalla dura presa di posizione successiva, allo stesso modo il silenzio dei Della Valle sui cori del Franchi non può scivolare via senza sottolineatura. La giustificazione è pronta: pochi idioti, strofette quasi inudibili e, in fondo, la volontà di non dare pubblicità ai soliti noti. Tutto vero, però quei cori sull'Heysel, Pessotto e Scirea - triste colonna sonora di troppi Fiorentina-Juventus - ci sono stati e sono finiti in tv e sui giornali. E' giusto e possibile ignorarli? Perché da Firenze non arriva una parola chiara di dissociazione?

Lo scorso 11 marzo, dopo uno dei tanti infuocati match sull'asse Torino-Firenze, il presidente della Juventus Agnelli, alle prese con la vergogna di uno striscione su Superga si spese per condannare i propri tifosi: "Basta, le tragedie non si toccano". Poi chiese ai Della Valle di fare altrettanto con la sua gente "per dare un messaggio forte e comune". Non risulta alcuna reazione, così come nulla risulta nel tempo dopo i tanti appelli lanciati dagli orfani e dalle vedove dell'Heysel. Se qualcosa fu detto che ci venga segnalato pure, ne daremo conto. Oggi, a breve distanza dalla semifinale di Coppa Italia e nel pieno di un dibattito ripartito da Roma ma che interessa tutti, da Firenze non è arrivato altro che silenzio. Assordante e inaccettabile.

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