Milan e Seedorf: addio con buona uscita?

Pagamento del primo anno di contratto e un milione di indennizzo: così potrebbe presto finire l'avventura in rossonero del neo-tecnico olandese. A dispetto dei risultati

Seedorf e De Sciglio: le scelte sull'utilizzo del difensore sono tra i motivi di contrasto con la dirigenza rossonera. – Credits: Getty Images.

Nicolò Schira

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L'interrogativo sorge spontaneo: è davvero colpa di Clarence Seedorf se il Milan ha chiuso un altro esercizio in deficit e la squadra è lontanissima dalle prime posizioni? Il dubbio è stato sollevato anche da alcuni piccoli azionisti del club di via Aldo Rossi nel corso dell'ultimo cda rossonero. Interrogativi legittimi e sui quali un approfondimento risulta doveroso. Dall'avvento in panchina dell'olandese - coinciso con l'inizio del girone di ritorno - il Milan ha totalizzato 26 punti, ben quattro in più di quelli conquistati dal predecessore Allegri nell'intera tornata d'andata. Un bottino di assoluto rispetto (dato che meglio dell'undici milanista hanno fatto solo le regine del torneo Juventus e Roma) grazie al quale il Diavolo è tornato clamorosamente in corsa per un piazzamento europeo, obiettivo considerato utopistico solamente qualche settimana fa.

Quello dell'ingresso in Europa League è un traguardo minimo per rendere meno amara la stagione e impostare con maggior serenità il futuro. Un futuro che doveva essere con al timone Clarence Seedorf, considerando il contratto sino al 2016 a 2,5 milioni netti all'anno. Come riportano le recenti cronache, la posizione di Seedorf è però sempre più in bilico, con tanto di dossier presentato da Adriano Galliani a Silvio Berlusconi (come svelato in anteprima lo scorso 20 marzo) e con i rapporti fra l'ad con delega al settore sportivo e l'allenatore che si sono ormai ridotti ai minimi storici.

In particolare, Seedorf non ha gradito gli attacchi ricevuti dai media, dietro ai quali ha intravisto "zampini" dirigenziali. Motivo per il quale nelle scorse settimane l'olandese si è recato di persona in alcune redazioni milanesi per avere un confronto diretto a taccuini chiusi e microfoni spenti... Diverse le questioni affrontate, in primis quella legata a Mattia De Sciglio: sul valore e le potenzialità del classe '92 l'ex fantasista è il primo a credere, motivando però le sue scelte anche con considerazioni di tipo medico. Seedorf s'è infatti detto convinto che giocando sulla corsia mancina De Sciglio sollecita le articolazioni in maniera innaturale, incorrendo così in un rischio-infortuni che invece non sarebbe presente disimpegnandosi sull'altra corsia, ovvero quella naturale.

Da queste considerazioni tecniche e preventive, ecco allora sorgere il ballottaggio con Abate anche in chiave Nazionale e la necessità di schierare a sinistra Emanuelson. L'ex Ajax, a dispetto degli scettici, si è conquistato la stima di Seedorf non per il medesimo passaporto, bensì per l'enorme impegno mostrato ogni giorno in allenamento: uno dei pochi ad affrontare sempre al massimo ogni sgambata... Le fratture con parte della dirigenza hanno poi trovato terreno fertile allorquando Seedorf ha presentato il suo progetto di ristrutturazione della squadra, con la creazione di un maxi-staff di lavoro  sulla falsa riga dei principali club europei e con la richiesta di alcuni innesti di spessore nella campagna acquisti estiva: entrambi obiettivi costosi e come tali di difficile realizzazione viste le asfittiche casse rossonere.

Per tutto quanto sopra, in società si pensa allora già a una possibile rescissione del contratto a fine Campionato: non però per giusta causa, ma per decisione consensuale. Al tecnico andrebbe l'importo di uno dei due anni di contratto (2,5 milioni), più un ulteriore milioncino come buonuscita. Esattamente la cifra pattuita dal Milan per partecipare in estate a una tournée statunitense.

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