Calcio

Milan, addio Coppa Italia. Notte di fischi e contestazioni

Galliani nel mirino della curva, Inzaghi assiste in panchina all'eliminazione ma incassa la fiducia di Berlusconi

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Giovanni Capuano

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Niente miracolo, il Milan non si rialza ed esce anche dalla Coppa Italia, ultimo obiettivo della stagione dopo che il disgraziato inizio di 2015 ha cancellato progressivamente le speranze di poter agganciare il terzo posto e la qualificazione alla Champions League. Una notte amara, quella di San Siro, iniziata con la dura contestazione dei pochissimi presenti nei confronti di Galliani e finita con la delusione della sconfitta. Decide un rigore di Biglia al 38' del primo tempo, concesso da Rocchi per un inutile fallo di mano di Albertazzi in mezzo all'area piccola. Errore da matita blu del giovane difensore che è uno dei meno colpevoli del tracollo. Peggio, molto peggio, i cosidetti top player autori di una prima frazione sconcertante: Abbiati è stato costretto due volte agli straordinari su retropassaggi sbagliati di Abate e Menez che avevano lanciato a rete Klose e Keita. Inguardabili.

Alla fine Galliani abbandona la tribuna in anticipo, ma non succede nulla di quanto previsto. E' Berlusconi a chiamare l'amministratore delegato: "Inzaghi resta, fiducia confermata". Niente ribaltone, insomma, anche se la situazione rimane complessa e in piena evoluzione. L'indicazione emersa immediatamente, però, cancella per il momento ogni dubbio.

 

Milan battuto ed eliminato malgrado un secondo tempo giocato interamente in superiorità numerica per il rosso a Cana (doppia ammonizione). Situazione che ha consentito ai rossoneri di provarci con un minimo di convinzione, trovando anche il pareggio con Pazzini: rete bellissima ma annullata giustamente da Rocchi per un controllo di braccio dell'attaccante prima della girata finita all'incrocio dei pali. La Lazio ha controllato senza troppo soffrire e cercando una sola volta con Keita la via del contropiede: palo ad Abbiati battuto. Nel finale un palpito per il gol di Cerci annullato per fuorigioco.

Solito Milan, dunque. Almeno quello di questo mese di gennaio in cui Inzaghi sembra aver perso completamente il bandolo della matassa. Nemmeno rigettare in campo l'appena arrivato Honda e affidarsi al neo acquisto Suso, entrambi entrati nel corso della gara, è servito a cambiare gli equilibri. Il pubblico ha contestato duramente Galliani, chiedendone l'allontanamento da parte di Berlusconi, e ha difeso Inzaghi: "Esonerare un'altra bandiera non cambia la storia rossonera. Basta con l'incompetenza della vecchia dirigenza". 

Mercato, le strategia per cambiare il Milan

La giornata di Milan-Lazio era stata anche un'intensa giornata di mercato, nella quale Galliani ha tentato in tutti i modi di dare alla squadra i rinforzi necessari per affrontare al meglio la seconda parte della stagione. Intrecci in parte legati anche all'esito della sfida di Coppa Italia, perchè un conto era avere un obiettivo da inseguire (con almeno altre due gare da mettere in calendario) e un conto era doversi rassegnare a chiudere con il solo campionato. La trattativa per riportare a Milano Taarabt, ad esempio, rischia di essere morta sul nascere: Galliani aveva telefonato al marocchino del Qpr pensando a lui per sostituire El Shaarawy, ma tutto sarà deciso nelle prossime ore.

Certo, invece, lo sbarco di Salvatore Bocchetti, difensore che può giocare sia da esterno che da centrale di sinistra. Il Milan lo ha preso dallo Spartak Mosca con la formula del prestito fino al termine della stagione. Poi si vedrà. Contatto nato in mattinata con una chiamata dell'ad al procuratore dell'ex genoano che si trova a Toronto per seguire l'affare Giovinco. A un passo anche Mattia Destro, il pezzo pregiato della finistra di mercato di gennaio: prestito oneroso (circa 700mila euro) e diritto di riscatto in estate per una cifra intorno ai 15-16 milioni di euro. Manca solo il sì del giocatore che avrebbe preferito una formula definitiva o l'obbligo di riscatto.

Di contorno le operazioni in uscita, a partire dai colloqui che Galliani aveva avuto con Preziosi per cercare di preparare uno scambio tra Armero (offerto senza successo anche all'Inter in cambio di Osvaldo) e Antonelli, altro esterno per consegnare al tecnico una difesa quasi tutta azzurra. Poi è arrivata la notte di San Siro, il rigore di Biglia, gli errori rossoneri, fischi e contestazione. Milan nella tempesta, la peggiore degli ultimi anni.

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