Calcio

Conte e il crac di Marchisio: chi portare all'Europeo?

L'infortunio del centrocampista inguaia la nazionale: poche alternative. E se la soluzione fosse richiamare Pirlo...

Juventus FC v US Citta di Palermo - Serie A

Giovanni Capuano

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La gamba sinistra che si punta sul prato verde dello Stadium, il ginocchio che gira in maniera innaturale e l'urlo di Marchisio a terra. Il crac al legamento crociato anteriore sinistro del Principino mette nei guai soprattutto Antonio Conte e la nazionale, visto che la Juventus è comunque avviata alla conquista del quinto scudetto consecutivo e la finale di Coppa Italia può essere affrontata serenamente anche con altre opzioni.

L'addio all'Europeo causato dalla prognosi di circa sei mesi, invece, getta un'ombra lunga sulla nostra spedizione in Francia. Conte ha vissuto una domenica nerissima e incassa una notizia devastante. L'ultima serie di amichevoli avevano già confermato che l'Italia è un passo indietro rispetto alle grandi d'Europa; adesso c'è anche la certezza di dover ricostruire daccapo il progetto tattico che il ct aveva in testa.

 

Cambiare modulo o cambiare giocatori?

Marchisio era un perno insotituibile con qualsiasi modulo scelto da Conte. Sia nel nuovo 3-4-3 che giocando con il 4-4-2 e con le varianti 3-5-2 e 4-3-3. Lui in mezzo al campo con compagni scelti a seconda delle circostanze e dell'avversario di giornata. Ora l'Italia deve decidere se cambiare tutto dalle fondamenta, preferendo ad esempio una linea di centrocampo a tre, oppure semplicemente cercare un clone di Claudio, sapendo che non c'è.

Il problema è che nemmeno Verratti, l'altro faro azzurro, sta bene. Ha saltato per pubalgia due mesi di stagione e fatica a rientrare nel Psg. Conte lo sta seguendo da vicino con tutto il suo staff e incrocia le dita che non ci siano ricadute o complicazioni che renderebbero difficile il recupero a piena condizione in tempo per il viaggio in Francia.

Il rischio, insomma, è che si debba per forza rinunciare alle formule che prevedono due centrocampisti centrali di qualità e interdizione per virare su idee di ripiego. Che la nazionale ha provato, ma che nella testa di Conte non rappresentavano l'opzione principale per il viaggio nell'Europeo.

 

Montolivo, Thiago Motta, Jorginho o... Pirlo?

E poi c'è l'elenco di quelli che potrebbero prenderne il posto nella lista dei 23 convocati di maggio. L'opzione più logica porta a Montolivo, Jorginho o Thiago Motta, tre giocatori che con Conte sono già stati in questi ciclo e che per motivi diversi non avevano la certezza del posto. Il milanista era già mezzo convocato, il napoletano ha visto l'azzurro solo nello scorso mese di marzo (piacendo ma non mettendo quasi piede in campo) e l'italobrasiliano del Psg ha confermato i limiti di intensità.

Più dietro c'è De Rossi, che nella Roma fatica esattamente come con la nazionale di cui non è più un perno da oltre un anno: avrebbe il vantaggio di essere multifunzionale, ma il limite di non piacere a Conte. Oppure Bonaventura o Soriano, anche se il rossonero non è mai stato nei radar del ct e gioca più avanti. Altro non si vede all'orizzonte e i giovani come Sturaro o Benassi non paiono pronti per un salto di questa portata.

Resta la suggestione di Andrea Pirlo. La scelta di restare a New York malgrado gli ultimatum del ct lo ha tolto dal progetto-Europeo. Adesso, però, potrebbe essere utile se garantisse di avere una condizione accettabile. Certo, Conte dovrebbe rivedere molte delle sue convinzioni, però la stima verso il calciatore è intatta e Andrea potrebbe aiutarlo anche nell'innalzare il tasso d'esperienza di una squadra in cui mancano punti di riferimento in campo e fuori.

Se questa fosse l'idea, bisogna fare in fretta. La stagione della MLS è ripartita a inizio marzo e Pirlo sta giocando con continuità nel New York City FC: 6 presenze nelle prime 6 giornate, sempre titolare senza, però, segnare o dare assist. L'anno scorso il suo bilanciò a stelle e strisce è stato di 20 presenze e 2 gol fatti. Avrebbe davanti due mesi per arrivare al debutto con il Belgio in condizioni utili per il calcio di alto livello. Una scommessa più che una sfida. Vorrà accettarla Conte?


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