Calcio

Cori razzisti e Lazio-Napoli si ferma: bravo Irrati

Gara sospesa per qualche minuto per gli ululati rivolti a Koulibaly. Il coraggio di applicare una norma che esiste da tempo

Lazio Napoli razzismo

Giovanni Capuano

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Finalmente qualcuno ha deciso di ribellarsi e di fermare il calcio. Non per sempre, è bastato qualche minuto di stop per lanciare un segnale inequivocabile e dire che non sempre si deve accettare di andare avanti facendo finta di non sentire e vedere. Massimiliano Irrati, 36 anni, toscano di Pistoia alla 49° direzione in serie A ha fatto un gesto piccolo ma significativo interrompendo Lazio-Napoli per stoppare cori e ululati contro il senegalese Koulibaly.

E' accaduto al minuto numero 69 e non è stato altro che l'applicazione della norma scritta proprio per evitare che le partite di calcio si trasformino nello sfogatoio per razzisti e frustrati. All'Olimpico il campionario era stato utilizzato nella sua interezza: prima i soliti cori sul Vesuvio e via dicendo, poi lo sfregio al difensore del Napoli per il colore della sua pelle.

Irrati ha fermato tutti a centrocampo per 4 lunghi minuti. Ha lasciato che lo speaker facesse il suo lavoro avvisando del rischio di una sospensione definitiva e poi ha rimesso in gioco il pallone. Il giudice sportivo valuterà se e come intervenire nei confronti della Lazio e dei suoi tifosi, plurirecidivi negli ultimi anni. Il gesto dell'arbitro, però, è la cosa più bella del mercoledì della serie A. Finalmente

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