Calcio

La rivoluzione cinese dell'Inter

La China Railway azionista di minoranza, con il 15%. Porta soldi ed il nuovo stadio

Massimo Moratti con il presidente di China Railways (Credits: inter.it)

Ve lo avevamo scritto noi per primi un mese fa: "Inter: la maglia rossa ed il ponte per la Cina ". Erano i giorni in cui ci si stupiva (e molti protestavano) per quella strana maglia rossa scelta come seconda divisa per la stagione 2012-2013. In pochi, tra l'indignazione dei tifosi ricordarono la foto scattata a Pechino, . Era la prima comparsa di quella maglia dal colore anomalo.

Ieri sera il comunicato ufficiale che toglieva ogni dubbio. La Cina è entrata nell'Inter. La China Railway 15th Bureau Group è diventata socia di minoranza della società della famiglia Moratti con l'importante quota del 15%. Una svolta epocale che ha avuto per primo il plauso del patròn, Massimo Moratti che fino a ieri deteneva con la famiglia il 98,2% delle quote.

Cifre ufficiali non ne sono state fatte, né sul comunicato ufficiale dell'Inter né su quello della società cinese leader nazionale nelle costruzioni e gestioni di linee ferroviarie. Dicerto si sa che 3 uomini della China Railway entreranno nel consiglio di amministrazione della società di Corso Vittorio Emanuele e che la loro quota, oggi del 15%, crescerà fino quasi al 40% anche se il controllo comunque resterà nelle salde mani della famiglia Moratti. Cifre: secondo una prima stima si parla di un investimento tra i 50 ed i 70 mln di euro.

Ma non finisce qui. Perché l'ingresso in società prevede anche un accordo per la costruzione del nuovo stadio di proprietà della società nerazzurra il cui progetto verrà progettato, pagato e realizzato proprio dalla società asiatica. Ci sarebbero già anche le autorizzazioni necessarie anche comunali per l'impresa. L'area interessata dovrebbe essere quella attorno al polo dove sorgerà l'Expo 2015, alla periferia nord ovest della città.

E tutto è nato proprio attorno al nuovo stadio. Nel suo viaggio in Cina Massimo Moratti, alla caccia di investitori esteri, era andato a sondare il terreno usando il nuovo stadio come amo. Ed il pesce ha abboccato. Dopo aver avuto risposta affermativa per la costruzione del nuovo impianto da parte della China Railways il presidente nerazzurro ha proposto un accordo più ampio, compreso l'ingresso in società. E la Cina ha detto si.

Anche perché nel paese più popoloso del mondo l'Inter è una delle squadre più amate. Un amore scoppiato fin dalla prima tournée del 1978 e cresciuto in questi anni anche con campagne pubblicitarie e fondazione di fans club. Insomma un mercato ricchissimo e tutto da esplorare.

Ed allora via all'idea della maglia rossa, che piacerà poco ai tifosi ma che ha portato un nuovo partner forte. "Sono estremamente felice - ha detto Moratti - perché l'nter sarà più solida, perché entro il 1017 avremo il nostro stadio, perchè possiamo guardare al futuro con serenità".

E che le cose siano tornate al bello lo dimostra anche l'atteggiamento sul mercato. Fino a ieri l'Inter era una società che stava svendendo i vecchi (e strapagati) campioni del Triplete: Ora, con questi soldi si può lavorare in modo diverso. Non a caso Marco Branca è in Brasile a chiudere per Lucas, senza però fare aste folli; e Maicon non è detto che se ne andrà.

Pochi giorni fa, nello spiegare l'austerity del Milan, Sivlio Berlusconi aveva aperto le porte ad investitori esteri. L'Inter li ha trovati.

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