L'Inter e Mattia Destro, storia di una cessione

Era arrivato in nerazzurro a 14 anni ma con la prima squadra non ha mai esordito. Storia di una plusvalenza che per l'Inter poteva valere più di 15 milioni di euro - Inter - Roma 2-3, le foto - Moratti prepara la rivoluzione - Tutti gli infortuni dell'Inter

Mattia Destro a San Siro contro l'Inter nella semifinale di ritorno di coppa Italia vinta 3-2 dalla Roma (Ansa)

Matteo Politanò

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Il fallimento della stagione nerazzurra passa per tante concause sfavorevoli. Scelte sbagliate in fase di ritiro estivo, preparazione che ha portato a troppi infortuni, malumori interni e anche scelte di mercato che fanno pensare. La sorte dell'ironia ha però voluto mettere i nerazzurri di fronte ai propri errori anche nella semifinale di coppa Italia contro la Roma. Tra i giustizieri della squadra di Andrea Stramaccioni c'è infatti Mattia Destro, giocatore forgiato dalla società di via Durini e poi scaricato troppo di fretta. Classe 1991, nato ad Ascoli e cresciuto nel club marchigiano prima di trasferirsi a Milano nel 2005, a soli 14 anni.

Con le giovanili dell'Inter ha vinto tutto, un campionato giovanissimi e uno con gli allievi nazionali prima di diventare il bomber della formazione primavera insieme a Obi, Caldirola e Santon. Senza capire perché il giocatore non fa però mai l'esordio in prima squadra e dopo aver vinto il torneo di Viareggio del 2008 e il titolo di capocannoniere del campionato primavera con 18 reti, lascia l'Inter per passare in prestito al Genoa con diritto di riscatto per il club ligure nell'ambito della doppia cessione di Milito e Thiago Motta a Milano.

Nella stagione 2010/2011 non è il titolare dei rossoblù ma mette in mostra qualità indiscutibili segnando anche 2 gol in 16 presenze. L'Inter lo cede al Genoa nell'affare Ranocchia e nel 2011 lo cede in prestito al Siena con l'obbligo di riscatto della metà del cartellino. In Toscana Destro esplode definitivamente in serie A mettendo a segno 12 reti in 30 partite e segnalandosi come uno dei migliori talenti del torneo. In estate si scatena l'asta che vede protagoniste Siena e Genoa, proprietarie del cartellino, ma anche l'Inter. In più casi il club di Moratti viene inserito nella lista dei pretendenti a Destro ma alla fine la punta finisce alla Roma in un affare da circa 16 milioni di euro. La prima stagione giallorossa è fatta di luci e ombre ma quest'anno Destro ha messo già a referto 9 gol stagionali in 21 presenze tra cui 5 gol in 4 partite di coppa Italia. "Io sono un ex perché ho giocato nelle giovanili dell'Inter ma non possiamo parlare di sassolino dalla scarpa che mi sono tolto perché in nerazzurro non ho mai esordito". Le parole di Destro nel post partita suonano come una piccata puntualizzazione delle scelte che non sono dipese da lui, della decisa volontà dell'Inter di farlo andare via senza concedere mai neppure una chance.

L'amaro in bocca dei tifosi interisti passa dunque per l'epilogo di una stagione fallimentare che viene chiusa anche sul fronte della coppa Italia proprio da un suo ex giocatore. E vedendo in campo Rocchi dal primo minuto (36 anni), Ricky Alvarez e soprattutto il primavera Marco Benassi ci si chiede perché un giocatore come Destro sia stato lasciato andare via con questa fretta. "Non sono stato io a voler andare via dall'Inter, hanno deciso loro di mandarmi via, è stato giusto così". L'attaccante ascolano spera ora di giocarsi nel finale di stagione le chance per sorprendere positivamente Aurelio Andreazzoli, il tecnico subentrato a Zdenek Zeman nel corso della stagione. Con la progressiva esclusione di Osvaldo, che con molta probabilità in estate cambierà maglia, Destro sa di potersi giocare un'occasione importante per la sua permanenza nella capitale. In alternativa c'è sempre la forte attenzione della Juventus che da tempo stima e tiene d'occhio il giocatore. Vederlo in bianconero sarebbe lo smacco finale per i tifosi nerazzurri... Ma si sa, ogni lasciata è persa.

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