Calcio

Resa Napoli, niente lotta scudetto (a novembre). La Juventus è di un altro pianeta

Le avversarie dei bianconeri nemmeno ci credono. Ci trasciniamo verso l'8° titolo di fila per Allegri (che almeno non sia noia)

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Giovanni Capuano

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Solo una volta negli ultimi 25 anni la capolista ha avuto un vantaggio di 8 punti alla 13° giornata. Era il 2000-2001 e nella posizione della lepre si trovava la Roma di Capello che poi, a fine stagione, festeggiò puntualmente lo scudetto. Nemmeno la Juve dei record di Conte si era costruita la situazione del +8 come quella di Allegri, che veleggia serena verso l'8° tricolore di fila della sua serie da primato.

La lotta scudetto non esiste più. E' finita ufficialmente in una domenica piovosa il 25 novembre (a patto che fosse mai cominciata). Il Napoli di Ancelotti ha tirato 15 volte verso la porta di Sorrentino e calciato 19 corner, ma non è bastato per battere il fanalino di coda Chievo e dare un senso alla propria fatica.

Fine della corsa. Allegri e la sua banda di invincibili hanno 8 punti di vantaggio sui partenopei, 9 sull'Inter di Spalletti, 14 sulla Lazio e 15 sul Milan. La Roma è persa nella sua crisi e al momento sarebbe fuori anche dalla zona Europa League. Numeri impietosi che fotografano una Serie A senza storia ben prima del previsto. Un anno fa di questi tempi il Napoli di Sarri aveva 4 lunghezze di vantaggio sulla Juve e sappiamo tutti come è andata a finire.

Il dominio targato Cristiano Ronaldo

Non c'è nulla di sorprendente nel dominio dei campioni d'Italia. Erano i più forti e al telaio, prima ancora di Cristiano Ronaldo, hanno aggiunto rinforzi di qualità come Cancelo, Emre Can e Bonucci. Poi c'è CR7 che ha segnato 9 gol e fornito 5 assist in 13 partite scontando il digiuno iniziale e che da solo ha portato alla causa 10 punti.

Semmai stupisce la leggerezza con cui gli avversari accettano l'inferiorità. E' vero che l'Inter è un progetto in crescita e, quindi, non ha sulle spalle l'obbligo di competere quest'anno per il titolo, ma sentire Ancelotti spiegare di non aver troppo tempo per pensare al Chievo e a quello che è successo perché può essere stato un test buono per l'approccio mentale alla sfida di Champions League contro la Stella Rossa ha fatto impressione.

Rassegnati. Ecco come sono parsi tutti gli altri in una classifica talmente delineata da far temere concretamente che da qui a maggio non ci sia spazio per alcun riavvicinamento. Una condizione difficile da accettare in un campionato che era famoso per il suo equilibrio.

Che almeno non sia noia...

La realtà, però, è questa. Dall'agosto 2014 a oggi la Juventus ha conquistato in campionato 401 punti come solo il Psg, dominatore dell'altro torneo in cui si corre solo per il secondo posto. Nemmeno il Barcellona (393) e il Real Madrid (371) hanno fatto tanto. Il Bayern Monaco (354) si è fermato 47 gradini più in basso.

Le altre italiane hanno incassato distacchi siderali: 50 punti il Napoli (ne ha fatti 351), 68 la Roma (333). Ci siamo francesizzati e germanizzati senza nemmeno accorgercene e va ringraziato Sarri che per un paio di volte nelle ultime stagioni ha tenuto viva la contesa.

Provando a dare un senso a questa corsa, invece, ci aggrappiamo al duello Inter-Napoli per il secondo posto (con in palio anche il titolo di anti-Inter del futuro) e sulla disperata rincorsa di Milan e Roma a una Champions League vitale per conti e progetti. C'è sempre anche la Lazio di Inzaghi che è continua, errori compresi. Non è molto ma accontentiamoci. E arrivederci alla prossima estate...

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