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Calcio

Juventus: perché Pogba al Manchester United non serve per la Champions

100 milioni di plus-valenza sono tanti, ma nel calcio di oggi non fanno fare il salto di qualità. Con buona pace del fair play finanziario

L'assalto deciso e forse definitivo del Manchester United su Pogba, con 125 milioni di euro a chiudere l'affare, più l'ingaggio raddoppiato per il giocatore (12 milioni netti, più uno di bonus a stagione) con la conseguente resa obbligata della Juventus, impongono alcune riflessioni per uscire dalla logica del tifo che vuole depressi gli juventini e contenti gli altri, ma solo in attesa che Marotta riversi sul mercato la montagna di soldi in arrivo dall'Inghilterra...

Lo specchio della Seria A
Intanto c'è la conferma che la Juve non può reggere la competizione economica con il resto d'Europa e che, di conseguenza, la serie A non è più nemmeno solo periferia dell'Impero ma provincia lontana e semplice terra di conquista. Poi c'è il campo, e in questo senso vanno rivalutate la finale e la battaglia campale dei bianconeri con il Bayern Monaco, considerate le posizioni di partenza e l'evidente disparità di mezzi nel poter programmare l'assalto alla Champions.

Nessuno a Torino avrebbe mai voluto salutare Pogba alla vigilia della stagione del tentativo europeo, ma se decide il mercato, è ormai lampante che non esiste possibile resistenza di un nostro club allo strapotere economico di Premier, Liga e Psg.

Fair play, ma senza equilibrio
L'altra riflessione è sul fallimento del fair play finanziario voluto da Platini. Ha ridotto la massa di debiti del calcio europeo, senza però creare equilibrio. Se la Juve può cannibalizzare il resto d'Italia ed essere cannibalizzata fuori, e se la scena si ripete in altri campionati top, il risultato è un impoverimento complessivo del sistema. Per quanto ancora dureranno le iper valutazioni dei singoli tornei, se si riducono a semplici palestre per multinazionali del pallone, inarrivabili per le altre? E non inganni la favola del Leicester o l'anomalia (per mille motivi) dell'Atletico Madrid: il futuro del calcio europeo appare segnato, a livello di Champions come di singoli Campionati.

100 milioni per cosa?
Ultimo pensiero sulla Juve. I tempi in cui vendendo Zidane si prendevano Buffon, Nedved e Thuram sono finiti. Avere in tasca 100 milioni di plusvalenza non significa avere la garanzia di migliorare la squadra, se poi manca la forza di vincere la competizione su stipendi e appeal del Campionato in cui si gioca. L'operazione Higuain - perfetta dal punto di vista tecnico, ma illogica da quello economico - sarebbe solo la certificazione dello strapotere interno, non un segno di forza all'esterno.

Un anno fa, venduto Vidal a mercato avviato, Marotta e Paritici non furono perfetti nella gestione della caccia al top player (vero o presunto), finendo per perdere Draxler negli ultimi giorni per poi ripiegare sul "low cost" Hernanes. Allora erano solo ritocchi, oggi senza Pogba si dovrà mettere mano alla trave portante della squadra e il margine d'errore sarà basso, se non nullo. Sempre se la sfida rimane l'Europa. Altrimenti, per dominare nel giardino di casa, questa Juventus va già bene così com'è .

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