Calcio

Juventus, che impresa! La notte di Ronaldo e Allegri

Tripletta del portoghese che cancella le critiche. Ma per eliminare l'Atletico Madrid decisivo anche il coraggio del tecnico

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Giovanni Capuano

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La Juventus ha fatto l'impresa e atterra nei quarti di finale della Champions League. Solo undici volte su 451 partite della sua era, l'Atletico Madrid di Simeone aveva perso con tre o più gol di scarto, il punteggio necessario a ribaltare la sconfitta del Wanda Metropolitano. E mai il Cholo aveva perso contro un'italiana.

Tutto spazzato via in una notte che porta i nomi di due protagonisti assoluti: Cristiano Ronaldo e Massimiliano Allegri. Entrambi dati per morti nella lunga vigilia tra Madrid e Torino, entrambi decisivi nella notte dello Stadium.

Sul tabellino va il nome del portoghese, autore della tripletta che ha cancellato la sconfitta dell'andata. Ma il tecnico ha compiuto un piccolo miracolo leggendo alla perfezione la partita, andando oltre l'emergenza e avendo il coraggio di lasciar fuori Dybala per puntare sugli esterni. La mossa che gli ha regalato il vantaggio decisivo contro Simeone.

Ronaldo, notte da re

La scena l'ha rubata ovviamente Cristiano Ronaldo. La sua tripletta entra di diritto nella storia della Juventus e della Champions League. Ecco la dimostrazione vivente di cosa voglia dire avere un fenomeno in squadra, un uomo vincente nella testa e un fuoriclasse assoluto per colpi e per determinazione.

Tanti altri hanno costruito mattone su mattone l'impresa bianconera, CR7 l'ha resa possibile non tremando nel momento della verità e lasciandosi alle spalle anche le malignità di chi leggeva quel misero golletto realizzato fin qui in Europa come il presagio di un tramonto imminente.

 

Fallimento? Ripassare più avanti

L'impresa della Juventus costringe anche i teorici del fallimento a tutti i costi a rinfoderare le proprie armi. Non solo la stagione non sarebbe stata fallimentare anche in caso di uscita di scena, ma il modo in cui i bianconeri hanno dominato la sfida li proietta rinforzati nell'elite europea.

Allegri e Ronaldo sono i simboli della determinazione nel non arrendersi al destino, ma è stato tutto l'ambiente ad essersi ricompattato in tempo uscendo dalla pericolosa spirale delle parole e dei progetti con la testa al futuro, dimenticando di avere un presente ancora da giocarsi.

C'è stato, forse, un momento in cui la Juventus ha rischiato di afflosciarsi su se stessa. Agnelli e Allegri l'hanno rialzata e il campo ha fatto il resto. Visti i presupposti della vigilia non è stata - quella in campo - la parte più difficile del lavoro, ma essere passati dal deserto delle tre settimane di attesa del ritorno rende oggi la Vecchia Signora ancora più forte.

Lo diciamo timidamente: c'è un grande Manchester City che è costruito per alzare la coppa e il Barcellona ha tutto per arrivare in fondo. Però il segnale dato dalla Juventus schiaffeggiando Simeone e l'Atletico è quello di chi entra nella fase decisiva della Champions League da favorita assoluta.

Buone notizie anche per l'Italia

Che la serata fosse diversa da quella di Madrid è stato chiaro da subito, con la Juventus feroce nell'assalto dei primi minuti e fredda nel gestire tutte le fasi, dal recupero palla alla costruzione di una manovra avvolgente, troppo per l'Atletico timido dell'avvio.

Bernardeschi e Spinazzola due buone notizie per Allegri e per il ct Mancini: raro vedere due giovani italiani (rispettivamente classe '94 e '93) esprimersi così in una gara di questo livello. Un viatico anche per la nazionale che deve conquistarsi un posto nel prossimo Europeo e tra dieci giorni inizierà il suo cammino nelle qualificazioni.

Tutto così bello da acuire il rimpianto per la timidezza remissiva del Wanda Metropolitano, quella ripresa che ha regalato a Simeone il doppio vantaggio da gestire, pur nell'affanno, allo Stadium. Brutti pensieri spazzati via dalla notte pazzesca di Ronaldo, dai suoi colpi di testa che sono state autentiche picconate al muro eretto dall'Atletico.

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