Calcio

Juve, vittoria scudetto? Inter, sconfitta a testa alta

Bianconeri mai così impegnati in casa (dove sono al 28° successo di fila). Pioli protesta contro Rizzoli, ma la squadra c'è

Soccer: Serie A; Juventus-Inter

Giovanni Capuano

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Forse Allegri ha esagerato dopo la partita, dicendo che per qualità complessiva Juventus-Inter valeva una semifinale di Champions League. E anche Pjanic, che ha parlato di vittoria decisiva contro un avversario nella corsa scudetto, ha enfatizzato i tre punti strappati all'Inter. Però è indubbio che lo scontro dello Stadium ha messo in mostra due grandi squadre. Una, la Juventus, si avvia a conquistare il tricolore per la sesta stagione di fila. L'altra, l'Inter, incassa il secondo ko consecutivo dopo la Coppa Italia ma esce a testa alta.

Non c'è contraddizione nell'analisi di novanta minuti in cui si è visto tutto. Partita muscolare, durissima, che ha fiaccato nell'animo e nel fisico i 28 protagonisti in campo. E sfida tattica tra Allegri e Pioli che il primo ha vinto aggrappandosi a una magia estemporanea di Cuadrado e blindando poi il vantaggio in una ripresa di grande sacrificio, controllo e contropiede. Complessivamente verdetto giusto.

Juventus-Inter 1-0: la moviola dello sfida dello Stadium
 

Perché Allegri ha vinto (e vede lo scudetto)

La Juventus ha riproposto la formula con i Fantastici 5: era il crash test in vista della Champions League e l'esame può dirsi superato anche se per alcuni tratti la fase difensiva ha tremato sotto le percussioni nerazzurre. Allegri è stato fedele a se stesso, non ha snaturato l'idea di gioco con cui sta impostando la seconda parte della stagione e l'ha via via adattata ai momenti della partita. Ha ottenuto il massimo nella fase più complicata e poi ha dimostrato come, con attenzione e forza fisica, i campioni d'Italia siano in grado di congelare qualsiasi sfida.

Il vantaggio su Roma e Napoli resta di assoluta garanzia e il recupero contro il Crotone darà la dimensione esatta della fuga bianconera. C'è un dato che deve far sorridere Allegri: per la seconda volta nelle ultime 11 partite giocate non ha trovato la via della rete nella prima mezz'ora, ma stavolta ha vinto. L'altro precedente era a Firenze, nel pomeriggio che sta segnando la svolta stagionale.

Perché Pioli ha perso (e deve imparare una lezione)

Pioli ha cambiato pelle all'Inter per far visita alla capolista. Difesa a tre (per quanto mascherata), Medel inserito con Murillo e Miranda, addio 4-2-3-1 delle vittorie consecutive. Il risultato dice che è stato un errore, la prestazione meno soprattutto se si guarda a quella del primo tempo. Ha ragione il tecnico quando dice che sono stati pagati degli errori, riferendosi non solo alle proteste per la direzione di Rizzoli: altra lezione da mandare a memoria perché da qui in poi i margini d'errore sono ridottissimi.

La corsa Champions rimane aperta. La media punti post esonero di De Boer (2,33 in 12 giornate) autorizza qualsiasi speranza anche perché i confronti diretti con Roma e Napoli sono a San Siro dove i nerazzurri hanno ancora più spinta. Il bilancio rimane positivo. Per sognare lo scudetto c'è tempo dopo il mercato estivo, la cui consistenza in parte passa però dall'ingresso nell'Europa che conta. Obiettivo raggiungibile a patto di non perdere la testa come fatto da Perisic e Icardi nel finale rovente di Torino.

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