Il futuro: Allegri o Mancini nuovo ct, ma chi sceglie?

L'azzeramento del vertice della Figc complica la scelta dell'erede di Prandelli. Per la poltrona di Abete in lizza tanti nomi - Processo a Prandelli - Balotelli, nuovo flop - Sondaggio: chi volete ct?  - Un sistema in crisi

Massimiliano Allegri – Credits: Epa

Giovanni Capuano

-

La prima domanda che bisogna porsi per cercare di districare il ginepraio dell'Italia post-fallimento di Brasile è: chi sceglierà il dopo Prandelli? Non è la prima volta che la nazionale si trova a dover cercare un nuovo tecnico dopo una grande manifestazione andata male, ovviamente, ma è la prima volta che deve farlo senza che ne fossero avvisaglie e, soprattutto, con i vertici della Figc azzerati dallo tsunami di Natal. Chi sceglie l'erede di Prandelli? Abete ha rimesso l'incarico in maniera irrevocabile e, dunque, al momento la federazione non ha un capo e un punto di riferimento. Situazione che resterà in sospeso almeno fino ad inizio agosto, quando è stata convocata l'assemblea con in agenda il cambiamento del Codice di giustizia sportiva. Prima, però, ci sarà il Consiglio federale che dovrà ratificare le dimissioni di Abete e dare il via alla successione che sarà una partita (politica) di non semplice soluzione. Per la poltrona di via Allegri ci sono molte candidature e tutte provenienti da anime diverse del calcio italiano. In pole c'è Carlo Tavecchio, responsabile della Lega Dilettanti, ma in tanti vorrebbero un volto nuovo, una specie di rottamatore dei vecchi, diciamo uno come Demetrio Albertini che alla vigilia del Mondiale aveva già annunciato le dimissioni per tenersi libero in vista di un'eventuale chiamata del Milan, ma anche in polemica non avendo verificato reali volontà di cambiamento.

Siccome, però, il ruolo di presidente della Figc fa gola anche ad altri (ad esempio Abodi potrebbe tentarci spinto da buona parte del calcio di seconda fascia e da alcuni sponsor eccellenti che già tentarono di fargli fare il salto a presidente della Lega), non è da escludere che si scelga una soluzione più morbida, un traghettatore per gestire questa fase in attesa di una ristrutturazione complessiva di tutto il sistema. Tempi che si scontrano con le necessità impellenti della nazionale. A settembre iniziano le qualificazione per l'Europe del 2016 e non si può arrivare troppo vicini a quella data per dare un nome e un volto al nuovo ct. In teoria si parte dal lavoro che Abete e il suo staff hanno già svolto in inverno, quando Prandelli sembrava aver deciso di chiudere con Coverciano al termine del Mondiale prima di ripensarsi e trattare il rinnovo su base quadriennale, accontentandosi poi del biennale da 1,7 milioni di euro netti.

Allora erano stati messi in allerta Allegri e Zaccheroni. Il primo era ancora sulla panchina del Milan, ma era chiaro che a giugno sarebbe stato libero, mentre il secondo aveva dato disponibilità piena. Il fallimento del Giappone rende complicata la posizione di Zac, mentre Allegri rimane il candidato numero uno, serio e autorevole per avere nel curriculum una panchina di prestigio come quella del Milan. Nel frattempo, però, si sono liberati altri nomi e la rosa si è allargata. C'è Roberto Mancini, il cui profilo sarebbe perfetto per la nuova nazionale: giovane, vincente e con una profonda conoscenza del calcio internazionale e di alto livello. C'è il nodo dell'ingaggio, però, perché l'ex Galatasaray è allenatore abituato a viaggiare sui 4-5 milioni a stagione, mentre il budget federale difficilmente potrà andare oltre gli 1,5-1,7 garantiti a Prandelli fino al 2016.

Allegri e Mancini sono al momento i due nomi più spendibili, comunque. Quando sarà chiaro chi comanderà in federazione molti giochi potranno cambiare e non è detto che altre candidature non rientrino prepotentemente in lizza. Chi? Spalletti, ad esempio, anche lui libero (seppure legato da contratto), oppure Ranieri di rientro dal Monaco o Guidolin, che potrebbe accettare una panchina meno stressante da quella quotidiana di un club. Tutto si deciderà entro metà agosto. Il 9 settembre a Oslo inizia il girone di qualificazione contro la Norvegia. Il nuovo ct sappia che dovrà ricominciare quasi da zero, senza alcuni senatori (Pirlo prima di tutti) e con la grana Balotelli da risolvere in fretta. A proposito: Allegri nell'ultimo periodo aveva frustato SuperMario senza nascondere il fastidio per i suoi atteggiamenti. Saprebbero convivere i due a Coverciano?

© Riproduzione Riservata

Commenti