Calcio

Conte, la notte della verità: fischi o applausi a Torino?

Italia-Inghilterra è il ritorno del tecnico nel suo stadio. Sarà accolto con freddezza e la nazionale rischia contro l'Inghilterra

Soccer: Italy's training

Giovanni Capuano

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A volere con forza che Italia-Inghilterra si giocasse in casa-Juve è stato il presidente della Figc Tavecchio. Si è pentito di quella scelta? No o, almeno, non risulta. Piazzata a questo punto del calendario, però, è indubbio che l'amichevole di lusso contro i leoni inglesi assuma molteplici significati e diventi una sorta di prova del nove per la tenuta del club azzurro nei confronti del mondo esterno. Vale per i rapporti tra Federcalcio e Juventus su Calciopoli e dintorni ma, soprattutto, conta per capire il tasso di insofferenza di Conte e della gente bianconera e viceversa. Il tecnico nei giorni caldi di Sofia si è confidato con il numero uno federale e i suoi collaboratori e tutti lo descrivono come disgustato di quanto sta accadendo. Niente dimissioni, perché sarebbero una fuga, ma un senso di straniamento rispetto alla realtà che lo circonda. Chiuso nel fortino e spalleggiato da giocatori e Figc, che si sono schierati dalla sua parte.

E' vero, però, che la prova dello Stadium sarà fondamentale e non solo dal punto di vista tecnico. Il risultato importa fino a un certo punto; gli occhi e le orecchie di tutti saranno puntati sulle tribune che fino a maggio lo osannavano come condottiero. Fischi o applausi? Molto più probabilmente solo indifferenza mischiata a proteste per la querelle dei 32 scudetti cancellati dlla Federazione. Prassi normale, viene spiegato, ma a una settimana dal verdetto della Cassazione e col precedente del settembre 2013 quando Abete lasciò al suo posto il '31' esterno, nemmeno questo passaggio va considerato banale.

RETROSCENA - Tavecchio e i messaggi alla Juve per cercare un'intesa su Calciopoli
 

Per una volta, insomma, è il contorno a contare più del piatto di portata che regala alla nazionale la possibilità di misurarsi con una squadra al top. Non capiterà molte volte da quei all'Europeo del 2016 e l'occasione non andrebbe sprecata anche se vedremo una formazione che più sperimentale non si può. Un po' per colpa degli infortuni (Pirlo, Marchisio, Rossi, El Shaarawy, Montolivo giusto per citarne alcuni), un po' per il calo di condizione di alcuni senatori (De Rossi) e molto per volontà di Conte che ha deciso di rendere Italia-Inghilterra un test per tutti, a partire dalle seconde linee.

La notizia è che in cabina di regia si siede Mirko Valdifiori, proiettato all'azzurro dalla favola di Empoli. Chance che si è meritato con una stagione strepitosa e, allo stesso tempo, conferma indiretta della bocciatura in quel ruolo di Verratti che a Sofia è stato tra i più deludenti. Poi c'è il modulo, ancora il 3-5-2 marchio di fabbrica di casa-Conte che non lo abbandona mai, nemmeno con la nazionale. Può essere un limite se non si tentano anche strade diverse, considerando che l'intensità toccata dalla Juventus delle sue tre stagioni è un livello che non potrà mai raggiungere nel laboratorio di Coverciano.

Amichevole, dunque, da guardare con interesse e sospetto. Non darà indicazioni definitive, ma bisogna fare attenzione alle brutte figure che deprimano l'ambiente. Accadde all'Italia di Prandelli sulla strada del Mondiale: ko brutto con la Spagna. Lì il ct andò in tilt cominciando a perdere la bussola. Guai se capitasse anche a Conte che ha già problemi notevoli da risolvere. Quanto a Torino, la speranza è che accolga il suo vecchio condottiero (e i suoi ragazzi) bene. Ci sarà Agnelli in tribuna ed è un segnale positivo. Arrivasse anche un abbraccio pubblico sarebbe bellissimo...

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