Inter: le papere oltre gli arbitri

In tre occasioni i nerazzurri hanno sbagliato gol da meno di un metro. Errori che sono costati cinque punti in classifica

La delusione di Andrea Ranocchia dopo la partita contro l'Atalanta (Getty Images)

Matteo Politanò

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Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Dopo le polemiche rivolte alla classe arbitrale, le denunce di un disegno preciso per sfavorire l'Inter, la teoria del complotto di Paolo Bonolis e la difesa di Andrea Stramaccioni (la più bella è stata "i miei giocatori hanno perso fiducia vedendo Cassano uscire in barella") in casa nerazzurra si deve provare ad essere realisti. Il cover up che vorrebbe escludere dalla Champions i nerazzurri a favore dei rossoneri fatica a trovare un senso, soprattutto considerando che la squadra del tecnico romano è la più battuta tra le prime sei formazioni italiane con ben 11 sconfitte in 31 partite e 43 gol subiti, uno in meno del Palermo che lotta per non retrocedere.

Se a questi numeri si aggiungono le prestazioni dei singoli ecco che la teoria del complotto suona come autoironia che non può non strappare un sorriso. Se Ranocchia avesse messo in rete il più facile dei gol contro i bergamaschi adesso l'Inter non solo avrebbe un punto in più in classifica ma probabilmente avrebbe accettato con più umiltà il verdetto del campo. Invece, nonostante l'errore del difensore centrale e il fatto che dopo l'assegnazione del rigore per l'Atalanta (inesistente) i nerazzurri fossero ancora in vantaggio, si è parlato unicamente dello scandalo arbitrale.

Ma quanti gol da un metro ha sbagliato l'Inter quest'anno? Tanti, troppi per non pensare che il complotto di cui si parla sia fatto dagli stessi giocatori nerazzurri.

Indimenticabile quello di Marco Livaja contro il Genoa lo scorso dicembre, prodezza "al contrario" che ha tolto altri due punti dall'attuale classifica nerazzurra. Ecco così delinearsi al meglio i contorni del complotto: l'attaccante non riesce a mettere in rete un pallone da meno di un metro. E' anche una delle ultime "imprese" del calciatore croato con la maglia del club di via Durini che poco tempo dopo lo cede proprio all'Atalanta nell'ambito dell'operazione Schelotto.

I tre punti in meno costati dagli errori con Atalanta e Genoa diventano cinque se si aggiunge quello di Diego Milito contro il Cagliari dello scorso 18 novembre. Prima l'argentino chiede il rigore, poi la palla finisce ad Antonio Cassano che si inventa un assist fantastico per Nagatomo. Il giapponese entra in area e serve al numero 22 la più facile delle occasioni per segnare, un pallone unicamente da spingere in rete. Niente da fare, la teoria del complotto (interno) vince ancora con un tiro svirgolato sopra la traversa che non può non far venire in mente l'effetto sonoro stile "folata di vento" della Gialappa's. La partita finirà 2-2, altri due punti sprecati per gli uomini di Stramaccioni.

Ricapitolando se i nerazzurri avessero messo in rete questi tre gol (era di gran lunga più difficile sbagliarli) i punti in più in classifica sarebbero dunque 5 per un totale di 55 e non di 50, tre in meno del Milan. L'Inter sarebbe quindi in piena lotta Champions League. Una squadra tormentata dagli infortuni e oggettivamente vittima di scelte arbitrali opinabili non può però permettersi di accampare continuamente scuse affidando le colpe dei suoi fallimenti solamente a fattori esterni.

Tre video per rendersene conto, tre video per capire che il complotto è anche nei piedi dei giocatori nerazzurri.

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