Clamoroso a San Siro: la Juventus è umana e può anche perdere una partita del campionato. Accade contro la migliore Inter della stagione e in coda a una sfida muscolare e bellissima, ricca di episodi e vinta in rimonta dai nerazzurri dopo che Lichtsteiner (proprio lui) aveva rotto l'equilibrio. Icardi e Perisic sono le firme di un 2-1 che accorcia la classifica in testa, lascia il Napoli capolista e consegna al campionato un'Inter più vicina al potenziale immaginato a inizio stagione.

De Boer, che era entrato nella notte di San Siro a rischio esonero, esce rinfrancato. Aveva ragione lui a tenere duro, anche se servirà controprova immediata già a cominciare dalla trasferta di Empoli. La Juventus segna il passo e chiude una settimana su cui sarà il caso di riflettere: pareggio contro il Siviglia e ko contro l'Inter. Il messaggio è chiaro. Non esistono partite vinte in partenza e anche in Italia i bianconeri dovranno sudarsi lo scudetto. In fondo Allegri lo diceva da tempo e i fatti gli stanno dando ragione.


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La migliore Inter di De Boer

Sull'orlo del precipizio De Boer ha ritrovato la sua Inter. Questione di testa, muscoli e carattere: una prestazione insospettabile ripensando agli stenti europei e alle sofferenze delle prime tre giornate del campionato. In una serata si è ribaltato tutto. Medel è tornato mastino, Joao Mario e Banega hanno dato qualità, Eder e Candreva le corse sugli esterni e Icardi è tornato il giocatore che ha fatto innamorare il Napoli. Non solo il gol e l'assist per Perisic, ma anche tanta partecipazione alla manovra nerazzurra.

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato una simile metamorfosi in pochi giorni. Forse nemmeno De Boer, che pure aveva tolto ai suoi l'alibi della condizione fisica precaria sventolato sin troppo per spiegare la partenza da fermo di questa fine estate. La migliore Inter è arrivata al momento giusto per togliere i dubbi sul futuro e per allontanare da San Siro i fantasmi dei successori alla panchina dell'olandese. Da oggi si apre un nuovo capitolo e le potenzialità per inseguire il terzo posto e la Champions League ci sono.

Allegri, perché Higuain fuori?

Allegri esce al contrario ammaccato dal confronto di San Siro. Il risultato non pregiudica nulla della stagione juventina, ma dopo le critiche per aver affrontato il debutto europeo senza Pjanic, ecco la staffetta (ritardata) tra Mandzukic e Higuain. Non esiste controprova, ma tenere il Pipita in panchina per 73 minuti espone il tecnico livornese al processo sommario dei suoi tifosi, convinti che il Derby d'Italia si potesse giocare meglio a partire dalle scelte iniziali.

In generale non è uno scandalo che Allegri abbia pensato di affidare a Mandzukic - non un ragazzo della Primavera improvvisato nel ruolo - il centro dell'attacco contro l'Inter. Però l'immagine di mister 90 milioni seduto in panchina rimane il simbolo della brutta notte juventina e, per Allegri, rappresenta un problema. Ha una rosa extralusso che deve imparare a gestire; può essere il compito più difficile della stagione, ma è anche il sentiero attraverso cui passano molte delle ambizioni di una squadra costruita per vincere tutto. Un pregio, ma anche una pressione difficile da sostenere.

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