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Calcio

Ibrahimovic saluta il Psg: giocherà nei Los Angeles Galaxy?

Per Sky Sport l'attaccante svedese ha già un accordo con i californiani. Fotogallery: i fuoriclasse che l'hanno preceduto nella Mls

Do you speak english? Secondo Sky Sports Italia, il domani di Zlatan Ibrahimovic, campione celebrato in ogni angolo del pianeta perché tecnicamente straordinario e dialetticamente imprevedibile, sarebbe a stelle e strisce. C'è anche il nome della squadra alla quale avrebbe già detto sì: Los Angeles Galaxy

Questione di ore, forse di giorni, poi si saprà. Nell'attesa, prendano posto sul divano i tifosi di Milan, Inter e Juventus, che nei giorni scorsi, pure se con sfumature e premesse diverse, avevano sperato nel ritorno in Serie A dell'asso svedese che in Italia ha lasciato cuore (parole sue) e titoli (otto, se si considera lo scudetto revocato ai bianconeri). A 35 anni è tempo di raccogliere gli ultimi spiccioli di una carriera meravigliosa e di pensare a un futuro prossimo più accomodante e meno stressante, magari in un campionato che non pretende duelli all'arma bianca e lascia spazio all'avventura. L'identikit della Major League Soccer

 

E dire che nelle ultime ore il tema Zlatan era stato speso da numerosi addetti ai lavori per regalare una manciata di entusiasmo ai sostenitori del calcio tricolore in cerca di un sogno di inizio estate. Al Milan si dava per possibile il suo arrivo nell'ambito della rivoluzione in salsa cinese che il presidente Berlusconi starebbe valutando. Ibra a Milano, la pazza idea che avrebbe fatto felice anche la moglie Helena, innamorata della città e dei suoi negozi. Del suo ritorno a San Siro ne ha parlato ieri anche il numero due dell'Inter, Massimo Moratti, che a FcInterNews.it ha dichiarato: "Ibrahimovic? Dipenderà molto dalle scelte che farà l'allenatore e da tanti altri aspetti, come l'eventuale necessità di aver bisogno di un giocatore così forte e di questo livello". Come dire, parliamone. E c'è chi è pronto a giurare che il pensiero stupendo abbia preso forma anche nel quartier generale della Juventus, alle prese con il caso Morata e i dubbi di Cavani. A dettare i tempi della manovra, l'agente Mino Raiola, abilissimo nell'accennare e dissimulare, nell'aprire e nel chiudere. Intuizioni o chiacchiericcio, lo dirà la storia. L'unica certezza dell'oggi è l'addio di Ibra al Psg. Un tweet e tutto passa. 

"My last game tomorrow at Parc des Princes. I came like a king, left like a legend". Robetta da nulla, nello stile del bombardiere svedese. Che al Psg ha avuto modo di allungare in modo considerevole la lista dei suoi trionfi. Nell'ordine: quattro campionati, 3 Supercoppe nazionali, 3 Coppe di Lega, una Coppa di Lega. Il tutto condito da una valanga di gol. Per la precisione, 152 gol in 178 partite disputate fuori e dentro la Francia. Ibra re e leggenda e simbolo di Parigi, come la Torre Eiffel. Eppure promessa mai mantenuta appieno fuori dei confini nazionali. Proprio così. In carriera, Zlatan il conquistatore ha vinto tutto o quasi nei tornei domestici, leggi Olanda, Spagna, Italia e Francia, ma alla prova del nove della Champions League ha spesso sparato a salve. Anche con il Barcellona dei fenomeni. Per colpa di chi? La sfortuna conta, ma non risolve da sola dieci anni di incertezze. E provare ancora non sarebbe così facile. In Italia, Juventus o nulla. In Inghilterra, Manchester United più no che sì. Senza contare che Ibra costa e pure tanto: un milione di euro al mese di stipendio al Psg. Un problema per molti, un problemino per pochi. Tra questi ultimi, i Galaxy di Los Angeles, deriva sfavillante per i big del pallone prossimi al tramonto. 

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