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Higuain alla Juventus e il doppio tradimento per Napoli

A giocare con i sentimenti dei tifosi non è stato solo l'attaccante, ma anche il presidente De Laurentiis

La vicenda Higuain si è chiusa nel modo più scontato e al tempo stesso più incredibile: era scontato che l'attaccante argentino lasciasse Napoli dopo aver ascoltato le parole del fratello-agente di qualche settimana fa, ma è davvero sorprendente che a staccare l'assegno da 90 milioni di euro sia un club italiano. Nella storia recente del calciomercato è infatti la prima volta che una società della serie A si comporta da big europea, toccando vette economiche raggiungibili solo per le grandissime delle leghe top.

L'operazione consegna ad Allegri una squadra che non potrà che vincere per la sesta volta consecutiva lo scudetto, togliendo qualsiasi pathos al prossimo Campionato prima ancora del suo inizio, e lancia i bianconeri da protagonisti assoluti nella Champions che si chiuderà con la finale di Cardiff. Dove la Juve ha il dovere di arrivare, con o senza Pogba (che sarà comunque degnamente sostituito a centrocampo).

Pagare un quasi trentenne oltre 90 milioni di euro è una specie di non-senso che si spiega solo con l'azzardo di vincere subito in Europa. Quello che interessa soprattutto della vicenda Higuain, però, è l'impatto che avrà sul Napoli e sui napoletani. I tifosi si sentono traditi e vanno compresi, anche se dovrebbero essere consapevoli che già un anno fa trattenere il "Pipita" sotto il Vesuvio era stata un'impresa unica da parte di De Laurentiis. Napoli non è piazza per top player nel calcio di oggi e l'attacco del fratello di Higuain, sicuramente assai pooco elegante nei modi, coglie nel segno.

E' tuttavia vero che Higuain "ha tradito": perché non ha parlato con chiarezza e ha giocato con i sentimenti di un popolo calcistico che lo adorava. Ha fatto tutto di nascosto, senza il coraggio di metterci la faccia: esercitando la clausola e andando alla Juve non ha commesso nulla di illegale, ma esiste uno stile anche nell'addio e lui ha dimostrato di non conoscerlo.

Il tradimento maggiore, tuttavia, è stato quello di Aurelio De Laurentiis: non nel non essere riuscito a trattenere l'attaccante, visto che 90 milioni sono un incasso capolavoro, ma nell'aver creato le condizioni perché si arrivasse a due anni dalla scadenza del contratto in posizione di debolezza assoluta. Anche il presidente ha giocato con il fuoco e si è scottato: in primavera ha sbeffeggiato chi raccontava cosa stava accadendo invece di correre ai ripari e preparare quello che si stava per consumare, pensando invece esclsuivamente a prendersela con i giornalisti, da perte loro "responsabili" solo di raccogliere informazioni e divulgarle.

Altro che manovre di destabilizzazione e altre amenità di cui abbiamo letto e sentito in un recente passato: Higuain da mesi aveva comunicato che non avrebbe rinnovato, mettendo il Napoli spalle al muro. C'era solo un modo per uscirne: pilotare la sua cessione all'estero (anche rinunciando a qualcosa) e reinvestire in anticipo i soldi. Esattamente quello che sta facendo la Juventus prima di salutare Pogba. Invece Aurelio De Laurentiis ha scelto la via della sceneggiata, ha inevitabilmente perso il giocatore e ora si trova con in mano un tesoro che farà gola a tanti squali del mercato. Gli era già capitato in passato: il presidente ha tanti meriti nella rinascita del Napoli, ma non ha imparato la lezione che resta indispensabile per fare l'ultimo salto di qualità nel calcio. Lo scriviamo perché la prossima volta non finisca allo stesso modo di come è andata con Lavezzi, Cavani e ora appunto Higuain.

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