Calcio

Allarme terrorismo: così l'Europeo sarà blindato

Massima allerta in Francia in vista del torneo di giugno. Ritiri sorvegliati, nuovi soldi per le città, grandi controlli sui tifosi

Gli attacchi ISIS a Parigi

Giovanni Capuano

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L'Europeo di calcio in Francia si giocherà, ma dobbiamo rassegnarci: non sarà una festa come tradizione delle grandi manifestazioni. L'escalation di attacchi terrostici nelle capitali del Vecchio Continente, da Parigi fino a Bruxelles, ha elevato a livello massimo l'allerta sicurezza in vista della rassegna di giugno. Sarà un Europeo blindato e, quasi certamente, con alcune partite considerate ad altissimo rischio che verranno fatte disputare senza pubblico. Un compromesso per evitare la resa al terrore.

Nelle ore successive le stragi di Bruxelles i vertici della Uefa hanno fatto trapelare che lo sport non si fermerà e non solo per questioni di business. Non disputare Euro 2016 significherebbe certificare la vittoria di chi sta spargendo terrore e dolore in giro per le nostre città. Però ci sono questioni di prevenzione ineliminabili e, mentre il budget a disposizione di organizzatori e forze dell'ordine si moltiplica, anche l'ipotesi di cambiare parte del calendario o disputare alcune gare a porte chiuse viene presa in considerazione.

 

Nel mirino stadi, ritiri e zone di raccolta tifosi

Non solo i dieci stadi delle dieci città francesi che ospiteranno le gare dell'Europeo a preoccupare Uefa e servizi francesi. Nel mirino dei terroristi potrebbero finire anche i ritiri delle nazionali qulaificate e, soprattutto, le fan zone che verranno allestite nei luoghi in cui è prevista la manifestazione. Si tratta dei mega punti di raduno per tifosi che l'Uefa ha sperimentato con successo in tutti questi anni per evitare che migliaia di persone scorazzino senza un obiettivo per i centri con alto rischio di incidenti.

Il sistema ha funzionato perfettamente in occasione delle finali delle coppe e dei grandi tornei (Mondiale ed Europeo), ma in caso di allerta terroristica presenta criticità che preoccupano. Nella sola fan zone di Parigi, ad esempio, si calcola che ogni giorno per un mese di concentreranno almeno 10mila persone e che nelle ore precedenti la finale del 10 luglio si arriverà a centomila. Un esercito difficile da controllare in maniera meticolosa.

Un Europeo per 8 milioni di persone

Le stime parlano di un afflusso di 7-8 milioni di persone in Francia nel mese dell'Europeo (10 giugno-10 luglio). Il busget messo a disposizione per le misure di sicurezza considerate urgenti viene aggiornato di settimana in settimana. Era salito a 35 milioni di euro dopo gli attacchi a Parigi dello scorso mese di novembre e verrà aumentato ora dopo gli attentati a Bruxelles. Lo Stato francese ha disposto, ad esempio, l'immediato completamento di tutti gli impianti di videosorveglianza intorno alle zone di raccolta dei tifosi.

Gli stadi saranno blindati da protocolli di sicurezza perimetrali rafforzati con perquisizioni sistematiche, presenza di metal detector e migliaia di agenti. Ogni gara sarà sorvegliata da non meno di mille poliziotti e soldati e la stessa Uefa schiererà 10mila agenti privati. Sarà l'edizione più blindata di sempre e il rischio è che nelle prossime settimane le maglie dei controlli vengano ulteriormente strette.

L'Italia viaggia con la scorta

La nostra nazionale affronterà almeno una gara considerata ad altissimo rischio: si tratta del debutto del 13 giugno contro il Belgio. Porte chiuse? Al momento la risposta è no, ma la sensazione è che ogni match verrà valutato caso per caso. Di sicuro l'Italia viaggerà in Francia scortata dagli uomini di sicurezza che già oggi la accompagnano in giro per il mondo: un pool di funzionari che garantisce i movimenti degli azzurri e fa da punto di collegamento con le autorità del Paese in cui si svolge la manifestazione.

Nessuna novità, insomma, ma certamente il gruppo di lavoro sarà rinforzato per rispondere anche alle richieste di collaborazione dei francesi. Il ritiro di Montpellier sarà guardato a vista da corpi speciali al pari di tutte le altre strutture che ospiteranno le squadre e i loro staff. Conte e i giocatori saranno seguiti in ogni minuto sul territorio transalpino. Nella speranza che si tratti solo di un eccesso di prevenzione.

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