Calcio

Lettera a Commisso: "Non accetti la vergogna dei cori sull'Heysel"

L'imbarazzante video e il dovere di intervenire. Il nuovo proprietario sfrutti l'amore dei tifosi viola per imporre il rispetto delle 39 vittime

rocco commisso fiorentina

Giovanni Capuano

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Dear Mr Commisso, questa è una lettera aperta a Lei che insieme alla Fiorentina si è preso anche il cuore dei tifosi viola. La adorano e vivono il suo arrivo in Italia come una sorta di liberazione rispetto alla tormentata storia con i Della Valle, sognano che rifaccia grande la Viola e le hanno aperto oggi un credito quasi illimitato.

E' un rapporto bellissimo che ci auguriamo duri nel tempo, di pari passo con il ritorno ai massimi livelli di una squadra e di una città che sono nel cuore di tutti. E' impossibile non amare Firenze e non rispettarla, anche nell'asprezza della rivalità campanilistica che - lo avrà capito in fretta - è uno degli ingredienti principali del nostro calcio.

Oggi, caro presidente, Lei ha la possibilità unica di poter parlare alla sua gente facendosi ascoltare. Una situazione invidiabile che Le chiediamo di spendere per cancellare una delle vergogne che accompagna da sempre Fiorentina-Juventus, la sfida più attesa dai tifosi viola. 

Ci riferiamo alla colonna sonora che accompagna questa rivalità con riferimento ai 39 morti della notte dell'Heysel, una delle pagine più tragiche della storia dello sport italiano ed europeo. Cori, scritte inneggianti a quel dramma. Un repertorio osceno che nessuno è mai riuscito a zittire, anno dopo anno, sfida dopo sfida, vergogna dopo vergogna.

Un video pubblicato sui social network e girato alla festa degli ultras della Curva Fiesole lo scorso 7 settembre riprende i suoi tifosi cantare ancora una volta quel coro al cospetto del suo braccio destro Joe Barone. Una scena brutta, resa ancor più inaccettabile dalla coincidenza di quella presenza sul palco.

Caro presidente Commisso, Le chiediamo di ribellarsi. Di non accettare la logica di quei cori, di non giustificarli e di non tollerarli, Lei che viene da un paese che ha una cultura sportiva molto diversa e più civile rispetto alla nostra. Prenda posizione pubblicamente, chieda di cancellare la presenza di quei cori dallo stadio Franchi, spenda la sua immagine e il suo credito per una battaglia di civiltà non differibile.

Il silenzio non è ammesso. Dire "fate i bravi" non basta. Lei oggi è il padrone di Firenze calcistica ed è all'inizio di una stagione in cui vorrà lasciare il segno portando a Firenze non solo soldi, idee, progetti e calciatori ma anche un sistema di valori nel quale si possa riconoscere. Cominciare cancellando quella vergogna sarebbe il miglior inizio. Non farlo assomiglierebbe a una resa complice.

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