Calcio

Conte verso il ritorno in Italia: nazionale, Inter e Milan, ecco a chi serve

Il divorzio con Abramovich e il Chelsea sembra scontato a fine stagione. Piace a tanti, ma potrebbe essere irraggiungibile per tutti e...

Antonio Conte

Giovanni Capuano

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Antonio Conte è sulla strada del ritorno in Italia, sempre più lontano dal Chelsea e dalla Premier e con in testa l'idea di fare rientro nella patria in cui ha ottenuto i migliori successi. Esonero o no, che il suo rapporto con Abramovich termini in anticipo rispetto al contratto pare scritto. E l'Italia lo aspeta a braccia aperte: Inter, Milan e nazionale possono essere tre destinazioni anche se per tutte ci sono vantaggi e controindicazioni.

Che Conte abbia voglia di tornare in Italia lo hanno raccontato nel lungo inverno 2017-2018 anche le persone che lo conoscono bene. Rimane l'ipotesi di una panchina ancora più prestigiosa e ricca (Psg o Real Madrid ad esempio), ma nel puzzle degli allenatori della prossima stagione è possibile che l'approdo sia la Serie A o dintorni.

Del resto Conte non ha mai fatto mistero di provare nostalgia per casa sua, lasciata alla fine dell'Europeo 2016 per la voglia di misurarsi con la sfida del Chelsea e del campionato inglese. Ha vinto subito il titolo facendosi amare, ma non ha mai avuto un vero rapporto con la dirigenza del Chelsea e non ha trovato il club disposto a spendere in maniera massiccia sul mercato che pensava di trovare.

Ecco perché può tornare in nazionale

Di sicuro Conte non ha mai chiuso la porta del cuore al ritorno sulla panchina dell'Italia. L'avventura di Euro 2016 è stata tra le più appaganti della sua carriera, pur essendo terminata ai quarti di finale. Allora disse no alla proposta di rinnovo della Figc di Tavecchio perché per due anni si era scontrato con i club e aveva voglia di tornare a misurarsi con il lavoro quotidiano sul campo.

Nei mesi scorsi i segnali sono stati lanciati. Ora la situazione politica in Figc è cambiata, c'è il budget adeguato per prenderlo (5 milioni lordi solo per il secondo semestre 2018, ovvero 5 netti su tutto l'anno dal 2019) e rivederlo in azzurro piacerebbe a molti.

La necessità di ribadire l'esistenza di un contratto fino al 30 giugno 2019 non va letta come chiusura, anche se la tempistica favorisce Mancini che è nettamente più avanti nella corsa al ruolo di ct. Conte sarebbe la scelta sicura, con in mano un progetto di rilancio a medio e lungo termine (Euro 2020 da onorare e Qatar 2022 da vivere come protagonisti).

A 48 anni potrebbe avere qualche remora a legarsi sul lungo perido alla nazionale e Costacurta e il commissario Fabbricini dovrebbero mettere le cose in chiaro da subito. A livello motivazionale, però, una volta convinto Conte è una garanzia. Possibilità di ritorno? Non tantissime ma nemmeno così poche da non scommetterci su una fiche. 

Gennaro Gattuso allenatore Milan

Gennaro Gattuso - 3 dicembre 2017 – Credits: Maurizio Lagana/Getty Images

Ecco perché può andare al Milan

In linea teorica l'approdo naturale potrebbe, però, essere un altro e cioé la panchina del Milan. Il club rossonero lo aveva in mano nella primavera del 2014 prima del niet della Juventus e ci ha pensato fortemente anche dopo il closing che ha portato Fassone e Mirabelli a capo della società.

La stagione iniziata con Montella e proseguita con Gattuso rischia di essere un fallimento sportivo e la tentazione di ripartire da un uomo come Antonio potrebbe essere forte. Certo, c'è il vincolo di una campagna acquisti che non potrà essere sfarzosa per i problemi di Fair Play finanziario che legheranno le mani al Milan e prendere un allenatore come Conte obbliga a forti investimenti sul suo stipendio e per il rafforzamento della squadra.

Ufficialmente Gattuso ha in mano il proprio destino e facendo bene potrebbe guadagnarsi la conferma. I fari, però, resteranno obbligatoriamente accesi su tutte le opportunità e il nome dell'attuale tecnico del Chelsea è di sicuro uno di quelli che desta maggior attenzione e interesse.

Ecco perché può andare all'Inter

Escluso un clamoroso ritorno alla Juventus e un approdo al Napoli, ecco che l'altra panchina che potrebbe essere giusta per Conte è quella dell'Inter. Oggi ha un proprietario saldo come Spalletti e fino a Natale chiunque avesse messo in dubbio il proseguimento con il tecnico toscano sarebbe stato preso per matto.

La prolungata crisi di risultati in inverno e qualche tensione sul mercato al di sotto delle promesse della proprietà cinese hanno aperto, però, qualche crepa nel muro. Non è un mistero che Suning la scorsa estate abbia pensato anche a Conte, oltre che a Simeone, prima di scegliere Spalletti.

Se il primo nome della lista tornasse su piazza potrebbe esserci la tentazione di portarlo ad Appiano. I soldi per il suo ingaggio ci sono, il limite è semmai nella volontà e possibilità di mettere mano al portafogli in sede di calciomercato. Conte è allenatore esigente: si accontenterebbe di un club con le mani legate dall'Uefa e con strategie di autofinanziamento?

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