Conte in pole, ma lui non pensa alla nazionale

Tavecchio vorrebbe l'ex tecnico della Juventus che, però, non ha il profilo giusto. Storia di un contatto andato a vuoto e di una vacanza in barca... - Tavecchio nuovo presidente - Agnelli e Pallotta, gli sconfitti

Antonio Conte – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Antonio Conte è l'uomo che Tavecchio vorrebbe alla guida della nazionale per ripartire dopo il disastro di Brasile. Una scelta che servirebbe a dare all'Italia una guida forte e riconosciuta, sia a livello interno che internazionale, e che servirebbe anche a mettere a tacere i critici che attendono con ansia la prima mossa del nuovo presidente della Federcalcio. Difficilmente, però, Conte sarà il prossimo ct dell'Italia e non per una questione economica. Il budget della federazione è al massimo di 3 milioni lordi a stagione con contratto fino all'Europeo del 2016, data in cui scadrà anche il mandato di Tavecchio. Cifre distanti dagli standard del tecnico che ha appena chiuso con la Juventus, ma che non sarebbero un problema di fronte alla prospettiva di diventare l'allenatore della nazionale. A rendere altamente improbabile il matrimonio è la convinzione che il profilo professionale di Conte non sia adatto al ruolo di selezionatore e che lui stesso preferisca proseguire la propria carriera lavorando in un club di alto livello, con la possibilità di stare in campo tutti i giorni per trasmettere grinta e idee tattiche alla sua squadra.

Ve lo vedete Conte confinato nei brevi periodi di convocazioni a Coverciano? Oppure discutere con i colleghi delle società chi e quando chiamare? No. La chiave della risposta sta qui. In questi giorni l'ex allenatore della Juventus è in vacanza. Si trova in barca con i suoi familiari e ha staccato quasi completamente la spina, anche se ha lasciato detto di essere pronto in qualsiasi momento a iniziare una nuova avventura sposando un progetto ambizioso. Le vacanze dureranno fin poco dopo Ferragosto e in questi giorni non sarà facile contattarlo. A Panorama.it risulta che un emissario di Tavecchio abbia tentato un approccio a fine luglio, nel momento peggiore per il futuro presidente della Figc, alle prese con le polemiche per la frase sui calciatori extracomunitari 'mangia banane'. Non c'è stato, però, alcun dialogo e difficilmente ci sarà nei prossimi giorni. 

Il programma su cui Tavecchio è stato eletto prevede per la scelta del ct il rispetto di alcuni paletti, a partire dallo "standing internazionale" del profilo. Immagina una figura al lavoro 365 giorni l'anno per la "crescita tecnica e d'immagine del calcio italiano", in stretto contatto con presidente, segretario generale e direttore del Club Italia "come accade nei club". Soprattutto - e qui si legge una stoccata nemmeno nascosta alla gestione del Mondiale da parte di Prandelli - Tavecchio ha messo nero su bianco che il prossimo ct "non dovrà occuparsi della scelta degli alberghi", ma concentrarsi su questioni tecniche e dare indirizzi anche alle squadre giovanili e misurarsi con le scuole federali. Un ruolo che sarebbe piaciuto a Prandelli (forse), ma non si disegna bene sulla figura di Conte che avrebbe aspirato al ruolo di 'Ferguson juventino' nel senso pieno del termine. Quello per cui lo storico manager del Manchester United decideva tutto, persino la marca dell'acqua minerale che i suoi giocatori bevevano a tavola.

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