Arbitri, maltempo e veleni: il calcio sull'orlo di una crisi di nervi

Conte, Galliani, Lotito e un week end di polemiche e sospetti. Con tanta voglia di estero...

Le condizioni dello stadio di Torino per la gara Torino-Lazio – Credits: Ansa

Giovanni Capuano

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Tutti sull'orlo di una crisi di nervi o quasi. E meno male che la sosta per le nazionali aiuterà ad abbassare un po' il livello della tensione del nostro calcio, perché l'ultimo week end ha regalato più polemiche che spettacolo. Arbitri, esultanze, maltempo, calendari e veleni: campionario completo dal sabato sera (con lo sfogo di Conte che un pensierino all'estero lo sta facendo davvero) alla domenica.

La fotografia della giornata l'ha fornita proprio il tecnico della Juventus: "Non credo che porterei mia figlia e la mia compagna allo stadio". De prufundiis per un movimento intero, molto più della voglia di andare altrove a respirare aria meno intossicata. Su quello che è accaduto a Bologna merita di essere aperta una riflessione. L'esultanza di Conte era legittima. Magari eccessiva nei modi ma legittima. Il problema è che ormai si va allo stadio come in guerra e lo stesso Conte dovrebbe saperlo visto il suo recente sfogo contro chi esultava per la vittoria del Chelsea avversario della Juve o per certe rudezze eccessive che si respirano anche (e non solo) allo Juventus Stadium.

Poi c'è stata la neve che ha cancellato una partita (Sampdoria-Inter) e ha consentito la disputa di Torino-Lazio in condizioni proibitive. Il risultato? Lotito è una furia ("Questo non è calcio, si è snaturata la credibilità del sistema sportivo") e la Lazio si è giocata la volata Champions. L'Inter gode di un inaspettato riposo post-Europa League che vale oro. Basti pensare alle sei sconfitte subite fin qui dopo turni europei. Poteva passare inosservato il favore metereologico ai nerazzurri? No, non poteva in un epoca di dietrologie e sospetti. E allora Galliani ha seminato il sospetto ("Svergognato chi pensa male...") mentre a due passi quelli del Palermo schiumavano rabbia per il mancato rosso a Zapata.

A proposito di arbitri, la Procura federale dovrà capire chi tra Mazzoleni e il presidente del Pescara Sebastiani sta mentendo e punire duramente il colpevole. La frase riportata dal dirigente ("L'arbitro non ha fischiato e mi ha detto 'Impara a parlar bene in settimana'") è gravissima se riportata correttamente.Molto più dell'errore in campo. Rimanda a vecchie abitudini che si sperano cancellate.

Per chiudere c'è la solita contabilità ignobile dell'ignoranza da stadio. A Bologna si sono visti striscioni indegni riguardanti Heysel e famiglia Agnelli. C'è da sperare che i giudici di gara siano stati un po' più attenti di quelli che una settimana fa si dimenticarono le vergogne di Torino. Tosel farà sapere poi tutti dietro alla nazionale di Prandelli.

Benedetta la sosta, insomma. Si riparte tra due settimane e c'è Inter-Juventus, la partita che i bianconeri volevano di venerdì e i nerazzurri il più tardi possibile causa impegni oltre oceanici dei nazionali. State buoni se potete. Ma a dieci giornate dalla fine è quasi utopia chiederlo.

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