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Calcio

In Champions si vince con il 4-3-3, lo dice la storia

Bwin ha pubblicato uno studio che raccoglie le statistiche più curiose del torneo più importante d'Europa. Chi vincerà nel 2015? Il Real Madrid

Ha ragione Arrigo Sacchi: in Europa, più ancora che in Italia, vince chi osa. Lo raccontano da anni i portatori sani di offesa declinata alle cose del calcio. E da oggi lo dimostrano i dati raccolti e pubblicati da bwin sul sito internet http://it.champsleaguestats.com, un compendio assolutamente godibile e curioso dei 22 anni della Champions League, il torneo che dal 1992 detta le regole del gioco al pallone continentale. Tra le tante statistiche elaborate da bwin e presentate con una grafica vintage che tanto ricorda i primi videogiochi da pc stile Championship Manager (l'abc per gli allenatori da divano), ce n'è una che spiega come meglio non si potrebbe perché la Juventus targata Antonio Conte non fosse destinata a fare grandi cose sul palcoscenico internazionale. Eccola: sulle 22 edizioni del torneo finora disputate, in ben 10 occasioni ha avuto la meglio la squadra che ha proposto di partenza un 4-3-3 d'arrembaggio. Real Madrid e Barcellona hanno vinto con questo modulo tre trofei a testa. A seguire, con una vittoria nel cassetto, l'Inter di José Mourinho, l'Ajax di Louis Van Gaal, la Juve di Marcello Lippi e il Milan di Carlo Ancelotti (2003). 

Insomma, tre punte di ruolo o quasi dal primo minuto e sotto a chi tocca. Per aggredire e imporre. Non per contenere e ripartire. Il vecchio e caro 4-4-2? Guai a metterlo sulla gogna. Sì, perché se fatto a dovere con giocatori carichi di fiato e ricchi di talento può essere ancora più utile ed efficace rispetto al più radicale 4-3-3. L'ha fatto vedere il Milan di Fabio Capello nell'edizione 1993-94, con Maldini e Panucci a correre sulle fasce in appoggio a Donadoni e Boban. E ancora di più il Manchester United di Sir Alex Ferguson 14 anni più tardi. Nei Red Devils che il 21 maggio del 2008 riuscirono ad avere la meglio ai rigori sul Chelsea del tecnico israeliano Avram Grant c'erano Evra e Ronaldo (CR7) che macinavano chilometri sulla sinistra e Brown ed Heargreaves che provavano a imitarli sulla destra. In attacco, pronti a ricevere palloni e a scagliarli contro la porta difesa da Cech, una coppia di assi senza tempo, Carlos Tevez e Wayne Rooney. Un brindisi all'intuizione, un'ovazione alla classe.

Oltre ai moduli, c'è di più. Nel sito bwin, tra tanti numeri e nomi c'è spazio anche per la Top 10 delle squadre messe in fila per punti/partita. Indovinate chi guarda tutti dall'alto? Sempre loro, Barcellona e Real Madrid, a braccetto a quota 1.94. Terzo posto e piazza d'onore per il Manchester United (1.86), quarto per il Bayern Monaco (1.83). Sorpresa delle sorprese (si fa per dire, considerando il tempo in cui beltà splendea sui campi della Serie A), ci sono anche tre club italiani. Nell'ordine, Inter (1.68), Juve (1.65) e Milan (1.64). Si respira aria di casa nostra anche nella squadra all-time varata sul 4-3-3 dei maestri. Tutti in piedi, un campione tira l'altro: Valdes in porta, difesa con Maldini, Hierro, Puyol e Maicon (quello dei tempi d'oro in neroazzurro), centrocampo con Iniesta, Xavi e Zidane, attacco con Cristiano Ronaldo, Raul e Messi. Proprio vero, roba dell'altro mondo. A proposito di Real e dei suoi fenomeni. Incrociando coefficienti e prospettive, bwin è convinta che l'edizione in corso veda la vittoria dei galactici, che in finale dovrebbero avere la meglio sui soliti noti in casacca blagurana. Prendete nota, tra qualche mese sapremo.

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