Da Torino ad Avellino: tolto ai bambini striscione "non autorizzato"

Mentre nel derby della Mole si offendono i morti in Campania la polizia rimuove la scritta di alcuni ragazzini: "non era autorizzata dalla questura" - Superga: gli striscioni della vergogna

Matteo Politanò

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Dopo la vergogna per gli striscioni al derby di Torino con messaggi offensivi verso i morti di Superga il calcio italiano vive l'imbarazzo di una regolamentazione che non sembra funzionare minimamente. Una discussione che impone di considerare anche quanto successo settimana scorsa ad Avellino in occasione del match tra la squadra di casa e il Lanciano. La polizia ha fatto rimuovere dagli spalti uno striscione non autorizzato della questura, una scelta che fa scalpore soprattutto se si considera che era stato fatto dal alcuni dei 200 bambini invitati dal club per sostenere i biancoverdi al Partenio.

Lo striscione portava la scritta “I lupacchiotti di Mamma Schiavona vogliono la serie A” ma le forze dell'ordine non hanno voluto transigere e chiudere un occhio sul permesso mancato. Le regole sono chiare: non è possibile introdurre striscioni senza la preventiva autorizzazione della questura competente per territorio. Il concetto di buon senso è invece meno chiaro, da una parte all'altra dell'Italia la situazione cambia radicalmente. A Torino si può oltraggiare la memoria dei morti di una parte e dell'altra mentre ad Avellino si rimuove uno striscione che secondo i portali avellinesi era stato preparato dai bambini con le suore benedettine di Mercogliano. 

"Riavvicinare la gente al calcio, attraverso la progettazione e realizzazione di stadi sicuri, a misura di famiglia, dove portare mogli e figli, dove liberamente vivere la propria passione". Questo il progetto della Lega Calcio per far rinascere la passione intorno allo sport nazionale. Progetto che naufraga giorno dopo giorno e che oltre a condannare il mondo ultras non si ferma a riflettere su episodi che non sono chiari. Il Ministero dell’Interno - Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, ha stabilito con determinazione n. 14/2007 dell’8 marzo 2007 e n. 26 del 30 maggio 2012, le regole in merito all’introduzione degli striscioni negli impianti sportivi. Richiesta via fax o via mail attraverso un modulo da compilare che viene poi valutato dal Gruppo Operativo di Sicurezza. 

La domanda resta e raddoppia: chi ha autorizzato l'ingresso allo Juventus Stadium di striscioni beceri? Chi ha deciso che togliere uno striscione a dei bambini sarebbe stata una mossa intelligente? 

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