Calcio

Ad Allegri la Panchina d'Oro 2018 (ma Sarri meritava di più)

E' il quarto successo del tecnico campione d'Italia. L'anno scorso, però, è stato il Napoli e non la Juve ad andare oltre i propri limiti

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Giovanni Capuano

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Massimiliano Allegri ha vinto la Panchina d'Oro 2018 per quanto fatto alla guida della Juventus nella passata stagione. Alle sue spalle Maurizio Sarri (Napoli, ora al Chelsea) e Simone Inzaghi (Lazio) a pari merito. Per Allegri è il quarto successo personale dopo quelli conquistati nel 2009 con il Cagliari e nel 2015 e 2017 con la Juventus.

Per gli allenatori di Serie A che hanno votato non c'è stata partita. Allegri ha preso il doppio delle preferenze rispetto ai suoi avversari, forte della doppietta campionato e Coppa Italia per il quarto anno consecutivo. Indiscutibili i suoi meriti ed eccessive le critiche che ancora accompagnano il suo lavoro, una sorta di fuoco amico che spesso lo colpisce proprio dal fronte dei tifosi bianconeri.

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I complimenti della Juventus ad Allegri – Credits: tratto da @juventusfc su Twitter

Allegri è, dunque, un degno vincitore di un premio che col passare degli anni sta diventando sempre più importante. Però questa volta, a differenza di quanto accaduto nel 2017, una riflessione su chi meritasse maggiormente il riconoscimento tra lui e Sarri è legittima.

Chi dei due è stato un valore aggiunto maggiore per la propria squadra? Max che ha guidato un gruppo superiore a tutti confermando il proprio dominio in Italia, ma fermandosi ai quarti di finale in Champions League, oppure Maurizio che ha fatto il record di punti nella storia del Napoli facendo sognare uno scudetto che sarebbe stato incredibile?

Certo, Sarri ha sacrificato l'Europa al progetto tricolore e questa è una nota negativa. Così come Allegri ha vissuto una campagna Champions meno convincente rispetto a quella chiusa con la finale di Cardiff, non solo nell'esito dei quarti di finale ma in gran parte dello svolgimento (male col Barcellona nel girone, sofferenza col Tottenham negli ottavi e due prestazioni opposte con il Real Madrid).

In assoluto, discorso che vale anche per il Pallone d'Oro e per tutti i premi individuali, in questa era di grandi serie vincenti pesano troppo i successi di squadra nell'indicare i candidati preferiti nelle classifiche singole. Nei sette anni del dominio Juventus la Panchina d'Oro è andata sei volte a Torino con l'unica eccezione di Sarri nel 2016.

In precedenza non è sempre stato così: dal 2007 al 2011 lo scudetto lo hanno vinto Inter (4) e Milan (1) ma il premio come miglior allenatore è andato solo due volte a chi aveva festeggiato a maggio (Mancini 2008 e Mourinho 2010) lasciando spazio anche a chi come Prandelli, Allegri e Guidolin aveva portato le proprie squadre oltre il limite.

Qual è la formula giusta? Forse non esiste, ma la sensazione è che l'anno scorso a dare qualcosa in più sia stato Sarri e non Allegri. Un numero uno assoluto, sia chiaro, ma da valutare per quello che era stato il peso su una singola stagione.

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