Calcio, F1, Nfl: le novità di sport e business della settimana
Calcio, F1, Nfl: le novità di sport e business della settimana
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Calcio, F1, Nfl: le novità di sport e business della settimana

I conti dell'indipendenza per il Barcellona, Al Jazeera e il calcio, gli sponsor per la F1 e il boom economico della Nfl


Calcio/1

Mancano sei giorni al referendum sull’indipendenza della Catalogna: seppur declassato dal governo centrale di Madrid a semplice “consultazione popolare” privo di conseguenze politiche dirette, l’evento monopolizza il dibattito locale. E finisce per coinvolgere anche l’ambito sportivo, con la decisione arrivata in ottobre da parte del Barcellona e di molte altre società locali, di ogni disciplina, di appoggiare la mozione indipendentista. Un atto dovuto, secondo molti osservatori, visto che la maggior parte dei tifosi blaugrana la pensa allo stesso modo. Ma anche una mossa suicida, se mai la Catalogna dovesse raggiungere un vero status di autonomia, come si è divertito a calcolare Bloomberg: in quel caso il Barça potrebbe essere espulso dalla Liga, e un’ipotetica competizione soltanto catalana potrebbe essere un ostacolo per il mantenimento del suo attuale status di superpotenza calcistica. Sarebbe la fine della rivalità storica contro il Real Madrid, per esempio, che rappresenta da decenni l’aspetto sportivamente più interessante nel campionato spagnolo e la ragione per la quale i due team, da soli, si spartiscono oltre il 40 per cento dei diritti radiotelevisivi della Liga. Ma anche gli sponsor (a partire da Nike e Qatar Airways) potrebbero storcere il naso vedendo la squadra su cui hanno investito così tanto giocare un campionato di rango minore. Per non parlare dei minori introiti di tutti i principali calciatori, che perderebbero de facto il diritto a giocare in nazionale. Insomma, conclude Bloomberg, sarebbero a rischio buona parte degli oltre 530 milioni di fatturato attuali.

Calcio/2

È Al Jazeera il network sul quale il magnate indonesiano Peter Lim, fresco proprietario del Valencia, vuole fare perno per smontare il quasi-duopolio dei diritti televisivi della Liga, oggi troppo sbilanciati a favore di Real Madrid e, appunto, Barcellona. Attualmente il Valencia riceve da MediaPro e Prisa circa 48 milioni di euro l’anno ma l’obiettivo di Lim è arrivare a 70. E per farlo intende scatenare una competizione tra broadcaster convincendo il suo vecchio amico Hamad Bin Khalifa Al Thani, proprietario della tv satellitare qatariota (nonché del Paris Saint-Germain) a entrare nell’arena. Diversi siti spagnoli specializzati riportano come Lim stia cercando di portare dalla sua parte diversi altri club di fascia media, aggirando così la necessità di una riforma del sistema che, benchè invocata da più parti, tarda ad arrivare.

Formula 1

Poco più di un anno fa Bernie Ecclestone, gran cerimoniere del circus motoristico, dichiarava a Panorama che “la F1 resta una gran macchina da soldi” e che trovare nuovi sponsor, nuove scuderie e nuovi circuiti disposti a entrare nel business non sarebbe stato un problema. Il weekend appena trascorso, nonostante la protesta dei piccoli sia rientrata in extremis, ci ha invece restituito un’immagine diametralmente opposta: quella di uno sport prossimo alla bancarotta, almeno in alcune delle sue componenti. Ieri Ecclestone, e con lui molti dei dirigenti, sono apparsi terrorizzati dall'ipotesi di perdere altri team per la prossima stagione molto più che dall'idea di assistere a una serrata, scongiurata già dal pomeriggio dopo la vaga promessa di una più equa ripartizione futura dei budget. Promessa che però, pare, non trova d’accordo le quattro big (FerrariMcLarenMercedes e Red Bull) che dovrebbero rivedere al ribasso i loro introiti, proprio nel momento in cui almeno tre di loro sono in fase d’investimento sui nuovi motori per il 2015. Si vedrà. Per il momento rimangono fuori Catheram e Marussia, mentre gli altri, a partire da Lotus, contano gli spiccioli e rinegoziano il debito con le banche.

NFL

Cresce il valore economico della National Football League, il popolarissimo campionato di football americano. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, grazie al tesoretto dei ricavi da diritti tv, vale più di 10 miliardi di dollari, ma già si parla nel 2027 di un controvalore stimato di 27 miliardi di dollari. Al mondo solo il Real Madrid, se passiamo ad una analisi del brand value, ha una valorizzazione più alta dei Dallas Cowboys (stimati in 3,2 miliardi di dollari), una delle squadre più conosciute in tutti gli angoli del pianeta, così come i blancos castigliani (il cui controvalore secondo Forbes è pari a 3,4 miliardi). Per dare un’idea del fenomeno, da molti considerato una delle principali cartine di tornasole dell’industria a stelle e strisce, il Superbowl in programma il prossimo primo febbraio (in Italia sarà trasmesso da Fox Sports) viaggia già verso il sold out degli spazi pubblicitari. 

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