Basket

Quella superstizione in casa Olimpia Milano...

Hruby, consulente dell'Armani, chiede 145 mila euro di danni a un blogger per essere stato demansionato dopo alcuni articoli che lo definivano "menagramo"

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Paolo Corio

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Sempre più legato a sport minore dall’incapacità di quasi tutti i suoi dirigenti di uscire dal personale orticello (provinciale o metropolitano che sia), il basket italiano ha collezionato non poche storie pirandelliane negli ultimi anni. Ma questa rischia davvero di superarle tutte: Giampiero Hruby, noto personaggio della nostra pallacanestro ora legato come consulente all’Olimpia Milano di Giorgio Armani, ha deciso di fare causa a Matteo Refini, responsabile del blog Io e l’Olimpia (assai seguito dai tifosi biancorossi anche perché il primo assoluto in ordine di tempo) per averlo definito in alcuni articoli “menagramo d’un menegramo”. Richiesta d’indennizzo: ben 145 mila euro. Sì, perché l’aver accostato ''capziosamente la persona e la figura professionale alla iettatura, alla sventura superstiziosa e al malocchio'' - stando a quanto scrivono i legali che lo rappresentano - avrebbe portato Hruby a subire un ridimensionamento di ruolo da parte dell’Olimpia Milano e addirittura la revoca del mandato di agente da parte di Dan Peterson, il coach che ha portato in passato Milano sul tetto d’Italia e d’Europa.

Il processo inizierà il prossimo 23 settembre e tra gli atti che saranno portati in Tribunale c’è anche una lettera a firma di Livio Proli, uomo di fiducia di Giorgio Armani e sino a poche settimane fa presidente dell’Olimpia Milano, in cui si legge testualmente: ''Pur non condividendo un solo rigo di quanto pubblicato (dal blog Io e l’Olimpia, ndr) il prestigio del gruppo, oltre ai prioritari valori dei messaggi diffusi, non può prescindere da ciò che in concreto, colpevolmente o meno, viene recepito da appassionati, addetti ai lavori e semplici tifosi''. Conseguenza: una revisione del contratto di consulenza nell’agosto 2013, proponendo a Hruby ''altro incarico con minore visibilità''.

Ora, che la superstizione (di protagonisti e tifosi) sia una componente diffusa e per certi versi congenita nello sport, è cosa certa. Ma l’arrivare a declassare un consulente perché - anche solo in termini di immagine - può portare “appassionati, addetti ai lavori e semplici tifosi” a credere che aleggi un alone di sfortuna sopra l’EA7 Emporio Armani Milano… La palla passa in ogni caso al giudice, al quale i legali di Matteo Refini hanno già detto di voler far presente come i documenti di Livio Proli e Dan Peterson siano ''chiaramente confezionati ad hoc e a posteriori, appositamente per l'odierno contenzioso". A certificare la tesi difensiva: le date delle lettere in questione e le mansioni che Hruby avrebbe continuato a svolgere.

Tra gli atti che il giudice potrebbe prendere in esame, ci sarebbe poi anche lo scudetto vinto lo scorso giugno dall’Olimpia Milano dopo ben 18 anni di digiuno: frutto anche del ridimensionamento di ruolo di Hruby oppure no? Pirandello avrebbe di sicuro avuto la risposta.

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