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Tennis e scandalo scommesse: più che uno scoop Bbc, un fenomeno in espansione

L'inchiesta ha acceso i fari su un problema in realtà già noto da tempo, come spiega Francesco Barranca, esperto in monitoraggio di Federbet

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Giovanni Capuano

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"Tennis Mafia": con questo inquietante titolo il quotidiano sportivo spagnolo Marca lanciava lo scorso autunno l'allarme sullo scandalo delle partite truccate nei principali tornei del mondo, sul quale si sono ora accesi anche i fari della Bbc con l'inchiesta pubblicata online dall'autorevole emittente inglese in collaborazione con BuzzFeed News.

Se non per l'ipotesi che siano coinvolti anche grandi campioni, la notizia non rappresenta insomma un "fulmine a ciel sereno", men che meno per Francesco Barranca, segretario generale di Federbet che da tempo lavora al monitoraggio della rete di scommesse e collabora in Italia ed Europa con diversi club e associazioni: "Il fenomeno del match fixing nel tennis esiste ed è inutile stupirsi. Anzi, è stato proprio nel tennis una quindicina di anni fa che si è cominciato a comprendere la profondità del problema. Ricorda la storia Kafelnikov?". 

Quindi nessuna sorpresa nel sentir parlare di incontro di tennis truccati?
"Assolutamente. Anzi, negli ultimi tempi è pure peggiorato perché si è cominciato a raccogliere scommesse non solo sul circuito maggiore dei tornei, ma anche sui Challenger e sulle competizioni di doppio femminile. Un esempio? Nel 2013 furono truccati 13 match in tre diversi tornei nella stessa giornata generando profitti illeciti altissimi. E comunque va fatta una premessa".

Quale?
"Che truccare un match di tennis o parte di esso è molto più semplice che intervenire su una partita di calcio e questo non sfugge a chi organizza le scommesse".

Gli spagnoli hanno denunciato anche un sistema per approfittare di 'baco' nel sistema del livescore e piazzare scommesse sicure. E' reale?
"E' un problema di vecchia data cui le associazioni, ad esempio l'ITF, hanno provato a porre rimedio inviando ispettori sui campi per controllare che non ci fossero interazioni tra il pubblico e i giocatori che potessero indirizzare la competizione o una parte di essa. Ma chi sfrutta il ritardo tra la conclusione di un punto e la registrazione nel sistema si sta ingegnando in altro modo e oggi chi compie queste azioni usa dei pulsanti sotto le scarpe collegate con il proprio smartphone o tablet".

Fin qui nulla di illegale, però...
"E infatti penso che non si dovrebbe perdere troppo tempo dietro a questa cosa, ma andare al cuore del problema. Invece non sempre si agisce in fretta. A noi è capitato di essere contattati da un'associazione che gestisce il tennis che contestava alcune nostre segnalazioni di incontri a rischio match fixing chiedendoci di non arrivare a conclusioni affrettate. Che, ad esempio, nessuno può sapere se dietro il crollo improvviso di un giocatore non ci siano problemi personali o altro".

Partita persa?
"Se non si fa nulla, certamente. Negli ultimi tempi siamo stati contattati da alcuni bookmaker europei (Parimatch e Fonbet, ndr) stanchi di essere beffati e che, sull'esempio di quanto già fatto con Planetwin365 hanno sottoscritto un protocollo di prevenzione, controllo e denuncia. Faremo un monitoraggio e segnaleremo anche in futuro tutti gli episodi che riteniamo sospetti: lo faremo anche ad ATP WTA e ITF e, se non faranno nulla, ci rivolgeremo alla magistratura".



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