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Evasione fiscale da 27 milioni di euro nel mondo del rally

Il giro di false fatturazioni scoperto dalla Guardia di Finanza: coinvolte 5 società riconducibili a un noto imprenditore di Conegliano

Più che a farsi pubblicità verso gli appassionati di motori pensavano ad aggirare il fisco: la Guardia di finanza di Treviso ha scoperto un'evasione da ben 27 milioni di euro nel mondo del rally, con un giro di fatture false per quasi 10 milioni. Oltre 100 gli indagati, il principale dei quali è un imprenditore di Conegliano (Treviso) cui sono da ricondurre cinque società diverse, delle quali una "estero-vestita" e con sede fittizia in Austria, tre sino a oggi completamente sconosciute al fisco e un'associazione sportiva dilettantistica alla quale è stato disconosciuto il regime contabile agevolato. 

In particolare, sotto la lente delle Fiamme Gialle sono finite tutte le sponsorizzazioni di gare, anche internazionali, di cui si occupava l'imprenditore, molto noto nel mondo del rally. L'evasione, compiuta all'oscuro sia dei piloti che delle società iscritte, è stata riscontrata tra il 2006 e il 2014, con le false fatturazioni che si basavano sulla restituzione di denaro contante pari al 50% dell'imponibile indicato in fattura. Questo era il principale motivo che invogliava i clienti ad "affezionarsi" a tale forma di pubblicità, tanto da seguire negli anni le varie società succedutesi, sebbene queste cambiassero denominazione, sede e pure amministratore.

Il sistema, ben oliato nel tempo, accontentava entrambi le parti: il cliente otteneva liquidità occulta di denaro contante e il fornitore conseguiva i finanziamenti necessari, altrimenti irraggiungibili, per svolgere le manifestazioni in tutto il mondo e ottenere il proprio profitto. E' stato inoltre accertato che per la sponsorizzazione della stessa auto e con lo stesso spazio a disposizione, le somme pagate variavano anche di 5/8 volte quella iniziale, a seconda dei clienti.

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