Dallo spazio arriva la guida per vivere meglio
EPA/NASA / CSA / CHRIS HADFIELD / HANDOUT
Dallo spazio arriva la guida per vivere meglio
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Dallo spazio arriva la guida per vivere meglio

Un manuale per la "sopravvivenza" quotidiana, scritto dall'astronauta Chris Hadfield

Alzi la mano chi da bambino non ha sognato almeno una volta di fare una passeggiata nello spazio. Pochi eletti riescono a trasformare la fantasia in realtà: Chris Hadfield, l'astronauta 2.0 più celebre al mondo, ha deciso raccontare i suo viaggi a gravità zero in un'affascinante autobiografia dal titolo An Astronaut's Guide to Life on Earth (La guida di un astronauta per la vita sulla terra). Un libro che, oltre a raccontare i segreti del cosmo, si presenta come un manuale per affrontare al meglio la vita di tutti i giorni.

Che lo spaceboy canadese abbia in tasca la ricetta della felicità lo si capisce subito: dal suo baffetto traspare infatti la serenità zen di chi ce l'ha fatta ed è ora pronto a dispensare dritte e pacche sulle spalle. Entrato nella NASA nel 1995, il cinquantaquattrenne dell'Ontario ha passato quasi 4mila ore tra le stelle, riuscendo anche a trovare il tempo per diventare una sorta di rock star spaziale. Casomai ve lo foste perso, Hadfiled è colui che lo scorso maggio decise di congedarsi dal comando della Stazione Spaziale Internazionale imbracciando una chitarra per cantare Space Oddity di David Bowie. Il video musicale, il primo mai girato nello spazio, è diventato un cult, catturando l'immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo.

 

Qualche tempo fa, su Reddit un utente chiese a Hadfiled quanto ci si sente soli nello spazio. La sua risposta rispecchia in pieno la saggezza di cui è pervaso An Astronaut's Guide: "Al centro di ogni grande città del mondo, circondato dal rumore brulicante di milioni di persone, ci sono persone sole. La solitudine non dipende da dove sei, è uno stato mentale".

Se c'è una cosa che, più di altre, Hadfiled ha imparato stando nello spazio è che da un momento all'altro potrebbe succederti qualcosa di brutto. Prima di partire ogni astronauta deve stilare il cosiddetto death plan, un documento che spiega cosa fare in caso di decesso in missione. Nessun dettaglio viene tralasciato: da chi dovrà dare la brutta notizia alla moglie a chi le starà vicino durante il funerale. Con queste premesse, l'unica filosofia di vita concepibile è "preparati al peggio e goditi ogni momento".

All'interno del libro vengono raccontate parecchie storie incredibili (tipo: sbloccare un portellone con l'uso di un coltellino svizzero), ma tirando le somme ogni prova di sopravvivenza nasconde sempre la medesima lezione: non focalizzare l'attenzione sul successo, fai tesoro di ciò che pensano gli altri e rimboccati le maniche anche per le piccole cose.

Nel film Gravity, mentre George Clooney vaga alla deriva nello spazio, ci viene detto che da lassù il sole sul Gange è uno spettacolo meraviglioso. Ma tra le righe del libro di Chris Hadfield leggiamo che non bisogna necessariamente trovarsi a migliaia di chilometri dalla Terra per godere di esperienze eccezionali. Possiamo diventare uomini straordinari anche tenendo i piedi ancorati al suolo, basta non attendere che la vita ci piova addosso. Essere felici significare fare ciò che ci piace e, se lungo la strada falliremo qualche obiettivo, poco male. Sarà stato comunque un viaggio pazzesco.

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