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Catherine Deneuve chiede scusa alle vittime di molestie

Ma non cambia idea sul tema della libertà sessuale e sul rischio di censure preventive nei confronti dell'arte

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Barbara Massaro

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Un enorme polverone. E' quello sollevato dalla lettera aperta pubblicata dal quotidiano Le Monde in pieno dibattito sulle molestie sessuali firmata da 100 donne tra le quali l'attrice francese Catherine Deneuve.

Si trattava di un testo atto a difendere "La libertà di sedurre" da parte degli uomini e di dire "No" da parte delle donne, lettera concepita per non dare adito allo sviluppo di un puritanesimo moralista secondo cui la donna sarebbe solo un essere innocente da difendere. "Il puritanesimo - sostenevano le firmatarie - usa gli argomenti della protezione delle donne e della loro emancipazione per meglio incatenarle a uno status di eterne vittime, di poverette dominate da demoni fallocrati, come ai bei tempi della caccia alle streghe".

Le reazioni alla lettera di Le Monde

Un testo complesso e più o meno condivisibile che ha generato una catena di reazioni a livello globale tra (pochi) sostenitori e migliaia di detrattori.

Addirittura la stessa redazione di Le Monde si era divisa con giornalisti che sostenevano che la missiva andasse contro la morale del giornale.

Tra le più bersagliate dalle critiche c'è stata Catherine Deneuve che oggi ha risposto con una seconda lettera a chi l'ha accusata di essere andata contro i diritti delle donne.

La risposta di Deneuve

Si tratta di un lungo testo pubblicato sulla prima pagina di Libération nel quale l'interprete francese difende le sue teorie, ma chiede anche scusa alle donne vittime di molestia che si siano sentite offese dal precedente testo. 

La Deneuve rivendica la teoria secondo cui l'effetto emulazione generato dal fenomeno #MeToo rischia di portare a un "linciaggio mediatico" uomini colpevoli solo di "averci solo provato".

Altresì l'attrice prende le distanze con fermezza da quanto detto in televisione dall'ex conduttrice radiofonica ed ex porno attrice Brigitte Lahaie cofirmataria della lettera a Le Monde secondo cui "Le donne durante uno stupro possono anche raggiungere l'orgasmo".

"E' stato peggio che sputare in faccia alle donne che hanno subito questo crimine - ha scritto Deneuve su Libération - Quando uno firma un manifesto che impegna altre persone, non le trascina nella sua incapacità verbale di trattenersi. È ingiusto. E ovviamente nel testo non c’è niente che rivendichi che le molestie siano giuste, altrimenti non l’avrei mai firmato".

I rischi della censura

E poi puntualizza di aver firmato quella lettera per un motivo: "Ai miei occhi essenziale: il pericolo di censura nell’arte. Dovremo bruciare Pléiade di Sartre? Dipingere Leonardo da Vinci come un artista pedofilo e cancellare i suoi dipinti? Togliere i quadri di Gauguin dai musei? Distruggere i disegni di Egon Schiele? Vietare i dischi di Phil Spector? Questo clima di censura mi lascia senza parole e mi inquieta per la nostra società".

Secondo l'attrice francese l'antidoto alla violenza è quello di denunciare e "Credere nella giustizia" evitando campagne virali che rischiano di trasformare in fenomeno del momento un problema reale che va affrontato nelle sedi opportune.

Ha poi rispedito al mittente le accuse di essere diventata anti-femminista e ha rivendicato le tante battaglie condotte per i diritti delle donne. "Sono una donna libera e rimarrò tale - ha concluso sul giornali transalpino - Saluto fraternamente tutte le vittime di atti odiosi che possano essersi sentite aggredite dalla lettere di Le Monde. È a loro e solo a loro che mando le mie scuse".

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