LightHenge: l'energia del futuro a Milano

Edison e Stefano Boeri hanno realizzato alla Design Week 2018 un'installazione di luci e suoni che rende scenografica e condivisa l'idea di energia urbana sostenibile

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LightHenge, MIlano Design Week, aprile 2018 – Credits: Edison, Stefano Boeri

Redazione

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Si chiama “LightHenge: un raggio italiano nel cielo dell'energia globale”, l'oasi urbana creata da Edison e dalla Stefano Boeri Architetti nell'ambito della Design Week 2018 a Milano.

ENERGIA SOSTENIBILE

Lo spazio della grande installazione è l'Innovation Design District - in particolare Piazza Gae Aulenti - nel quale si tocca con mano "la costruzione di un futuro sostenibile" attraverso il concetto di smart city.

L'IDEA DI ENERGIA URBANA

“LightHenge è un’installazione di luce e suoni che rende scenografica e condivisa l’idea di energia urbana", spiega Boeri. "Di notte la piattaforma - continua Boeri - LightHenge diventa un accogliente satellite, che proietta nel cielo i suoi raggi di luce”. Nello stesso tempo, l’installazione agisce come dispositivo pubblico di decongestione che permette di sostare e ricaricarsi dalla frenesia dei flussi metropolitani. L’idea del progetto scaturisce da una riflessione su coppie di principi chiave che guidano l'attività e la ricerca di Edison, proiettandone la missione nel futuro: Energia/Movimento, Innovazione/Interazione, Rispetto/Cerchio, Cerchio/Condivisione, Equilibrio/Suono, Futuro/Luce.

CHE COS'È ESATTAMENTE LIGHTHENGE

Ecco come autori e curatori spiegano il progetto:

Il progetto LightHenge è formato da una coppia di elementi concettualmente antagonisti: una base solida e una proiezione luminosa immateriale, a cui si aggiunge durante il giorno un confortevole sottofondo sonoro. La porzione solida dell'intervento è formata da una piattaforma circolare alta 60 cm e con un diametro di otto metri, costituita da una struttura portante di alluminio ‒ al cui interno è celato l'impianto audio ‒ e da una sovrastante pedana in legno rivestita da un tappetto antiscivolo in vinile. Da questa base si innalza una piccola e fitta foresta di coni in poliestere espanso sinterizzato (EPS) (alti da 40 cm a 350 cm e slanciati in proporzione all'altezza), tra i quali fermarsi, sedersi, staccarsi dal contesto. Sia la piattaforma, sia i coni sono rifiniti cromaticamente attraverso un intenso color blu cobalto, che conferisce all'insieme un effetto monomaterico e primordiale, di forte matericità.

La componente immateriale dell'installazione prende invece corpo attraverso un'inaspettata irradiazione luminosa emessa ogni sera a partire dal tramonto dall'estremità di ciascun cono. Negli elementi bassi la luce, prodotta da fonti a fascio largo, fuoriesce in maniera contenuta e diffusa da sedute-coperchio in plastica traslucida. Il suggestivo alone visivo così generato può richiamare quello di alcuni organismi viventi bioluminescenti: i funghi Mycena chlorophos delle isole Hachijo e Bonin, o anche le piante sviluppate da Glowing Plant, un progetto Kickstarter che insegue i paesaggi anticipati 10 anni fa dal colossal Avatar di James Cameron.

Nei coni alti, viceversa, l'energia emessa da apparecchi a fascio stretto si manifesta in un sottile raggio luminoso che solca il buio verso l'alto, quasi a voler stabilire un contatto con civiltà lontane, o forse con un orizzonte più aperto e luminoso dell'umanità.

SI PUÒ VISITARE NEI SEI GIORNI DEL FUORI SALONE

Quotidianamente e ininterrottamente per i sei giorni del Fuori Salone, “LighthHenge” agirà quindi come un dispositivo di regolazione delle energie urbane, capace di accendere l'attenzione sui flussi che attraversiamo e ci attraversano continuamente, ma anche di offrire un paesaggio inatteso per abbandonarsi a personali momenti di stasi: quelli in cui, a volte, si indirizza lo sguardo verso il cielo.

QUANDO ANDARE

Durante tutto il giorno la struttura si illumina ed emana onde sonore quando attraversata dalle persone. Mentre alle ore 21.00 – 22.00 – 23.00 – 24.00 è programmato lo spettacolo di luci.

LA PARTECIPAZIONE DI EDISON

Con la partecipazione alla Design Week 2018, Edison - spiega il comunicato stampa -
prosegue il suo percorso di costruzione di un futuro di energia sostenibile attraverso un ruolo attivo negli ambiti della progettazione e dell’architettura. Del resto, Edison ha avuto sin dalle sue origini una competenza e un ruolo distintivi in questi ambiti. Fin dal 1930, con la realizzazione della Casa Elettrica concepita dal Gruppo 7 e da Piero Bottoni, Edison ha voluto mettere in luce le modificazioni espresse da una società sempre più complessa, in continua trasformazione, sviluppando un rapporto simbiotico tra studio architettonico, essere umano e tecnologia. Da sempre attenta al mondo della progettazione e dell’abitare contemporaneo, numerosi sono gli edifici, gli impianti, le strutture, realizzate da Edison in oltre 130 anni di attività. Tra i progettisti che hanno collaborato con le società del Gruppo, ricordiamo, tra gli altri: Piero Bottoni, Luigi Figini, Guido Frette, Adalberto Libera, Riccardo Morandi, Pier Luigi Nervi, Piero Portaluppi, Gino Pollini, Gio Ponti. Dalla sua fondazione a fine ‘800 ad oggi, Edison, grazie al suo know-how unico, è il partner energetico di pubbliche amministrazioni, urbanisti e architetti per la progettazione delle migliori soluzioni che si applicano a contesti urbani e residenziali evoluti, interconnessi, energeticamente efficienti, sicuri, sostenibili e, soprattutto, su misura di chi li vive.

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