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Milano Moda per il Sociale, quando la sartoria diventa strumento d'integrazione

Una sfilata e due giorni di mostra per raccontare le storie di donne che hanno trovato in questo lavoro l'occasione del riscatto

Milano Moda per il sociale

Redazione

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Dietro a ogni vestito c'è la storia di una donna e in ogni cucitura la voglia di riscatto e integrazione in una società che escude invece di includere. E' la filosofia di Milano Moda per il Sociale, una sfilata unica nel suo genere organizzata da Fondazione Bracco con il Patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana e del Comune di Milano. L'appuntamento è a Palazzo Morando venerdì 27 ottobre alle ore 18.00.

La moda come strumento di riscatto sociale

Le protagoniste di questo evento unico nel suo genere saranno tre sartorie sociali: Fiori all’Occhiello di Baranzate, Gelso di Torino e San Vittore di Milano.

Un défilé che nei due giorni successivi, 28 e 29 ottobre, si trasformerà in una mostra aperta al pubblico, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30, dove accanto ai manichini saranno raccontate attraverso strumenti multimediali storie di donne, di integrazione e riscatto.

Il progetto Milano Moda per il Sociale dimostra concretamente che il bello può nascere da una sconfitta, un viaggio senza scarpe, un barcone in mare.

La realtà delle sartorie sociali in Italia

In Italia le sartorie sociali sono una realtà di crescente importanza, perché uniscono solidarietà e mercato proponendo modelli capaci di produrre e trovare risposte a nuovi bisogni. Le mission di queste sartorie sono diverse: offrire lavoro e dignità, far dialogare culture distanti, dare una seconda opportunità; ma il loro fine ultimo è produrre il bello per poterlo vendere restando sul mercato con successo.

Dall’inizio del 2016 Fondazione Bracco è attiva nel Comune di Baranzate, periferia milanese, dove convivono 72 etnie differenti, con il progetto Oltre i Margini. I filoni di attività variano dal favorire l’inclusione sociale con il lavoro, a tutelare la salute dei soggetti ai margini, sino al contrasto alla povertà educativa.

L’accesso al mondo del lavoro passa attraverso la sartoria sociale Fiori all’Occhiello, composta prevalentemente da sarte scappate da povertà o persecuzioni.

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