Bullismo tra adulti
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L'emergenza sociale del bullismo tra adulti

Pratiche come il "Pull a pig" o il "Rodeo fat girls" sono violenze e umiliazioni psicofisiche che minano l'autostima delle vittime

Anche dopo che la terza media è finita da un pezzo e a un'età in cui lo sfottò nei confronti del prossimo dovrebbe appartenere al passato resistono i bulli. Bulli adulti, più cattivi e consapevoli delle conseguenze che il proprio comportamento può avere sugli altri e per questo più pericolosi dei "colleghi" ragazzini.

Chi sono e dove si trovano

S'insidiano nel tessuto sociale e si possono trovare ovunque: in ufficio, all'università, nel giardinetto dove si portano a giocare i propri figli.

Il più delle volte, spiegano gli psicologi, si tratta di adulti che già da piccoli erano inclini a quella violenza fisica e verbale, a quell'istinto alla prevaricazione che è un tratto distintivo del bullismo ad ogni età.

Secondo l'American Psychological Association il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con la quale qualcuno causa intenzionalmente e ripetutamente un danno fisico o psicologico a un'altra persona ed esistono alcuni tratti costanti ritracciabili in questi comportamenti.

I tipi di bullismo tra adulti

C'è il bullismo fisico, forse il meno pericoloso sul fronte delle conseguenze a lungo termine perchè si esaurisce nell'attimo stesso in cui la violenza si consuma; c'è poi il bullismo di ruolo quello che, per esempio, un capo ufficio esercita nei confronti dei sottoposti con minacce di licenziamento e rimproveri che vanno oltre l'ambito lavorativo e che toccano l'essenza stessa dell'essere umano.

Ci sono poi il bullismo verbale e il bullismo passivo aggressivo: quest'ultimo è il più pericoloso di tutti perché, apparentemente, il bullo si mostra gentile e affabile nei confronti della sua vittima.

La realtà è ben diversa e il bullo tende a soggiogare la persona presa di mira con lo strumento del sarcasmo, della presa in giro, della diffusione di pettegolezzi sul suo conto con il preciso scopo di minare l'autostima della vittima poco a poco.

La crudeltà del "Fat rodeo girls" e del "Pull a pig"

In quest'ultima categoria si possono iscrivere le due feroci tendenze che vanno di moda tra i trentenni di oggi: il fat rodeo girls e il pull a pig.

Si tratta di una sfida che il branco di bulli mette in atto ai danni di una ragazza. L'obiettivo è quello di uscire in gruppo e vince chi riesce a rimorchiare la ragazza più brutta o grassa incontrata in discoteca o in un locale notturno.

Dopo averla sedotta il bullo si smaschera deridendo la giovane e dicendole di essere stata vittima del pull a pig.

Si tratta di una pratica crudele, gratuita e stupida che, come sempre accade nel bullismo ad ogni età, prende di mira il debole e ne fa un capro espiatorio di frustrazioni e debolezze.

Le ragazze vittime del pull a pig ne escono distrutte, con gravi problemi di autostima e umiliate nella loro essenza di donne.

Il Daily Mail riporta la storia di una ragazza inglese che ha conosciuto un giovane inglese a Barcellona. Dopo alcuni mesi di rapporto a distanza il giovane ha convinto la donna a prendere il treno e ad affrontare un viaggio di 600 chilometri per vedersi.

Quando l'aspirante Giulietta è arrivata in Olanda al posto del fidanzato ha trovato un messaggio su Whatsapp che recitava: "You were pigged". Lei è entrata in depressione e c'è voluto molto tempo prima di riuscire a raccontare la violenza psichica subita.

La ferocia del bullismo in età adulta

Secondo Roberto Collovati, psicologo e autore del saggio Il bullismo sociale giovane e adulto siamo di fronte a un'autentica emergenza sociale perché i bulli più crescono più diventano pericolosi e le vittime  perdono, con gli anni, le sicurezze date dalla famiglia e dalle mura di casa e si trovano soli ad affrontare angherie incessanti.

Il piemontese Andrea Natali nel 2015 si è ucciso sopraffatto dalla persecuzione che i suoi colleghi avevano messo in atto nei suoi confronti ridicolizzandolo in ogni modo.

Nello stesso anno un cinquantenne disabile di Andria era stato legato con lo scotch a un albero e, più di recente c'è la storia di Katia Ghirardi  bullizzata prima dai colleghi e poi dall'intera community social solo per aver eseguito un compito che le era stato affidato.

Secondo Collovati i bulli adulti "Agiscono in modo subdolo. A differenza dei più giovani, sanno perfettamente che se esagerano rischiano una  condanna. Quindi rimangono sul filo del rasoio. Resta il fatto che queste angherie sono  durissime da sopportare. Ma 9 volte su 10 non vengono denunciate, perché chi le  subisce si chiude nel silenzio per vergogna e non confida a nessuno il proprio  dramma".

L'educazione alla cultura della comprensione, dell'empatia e di quella pietas latina che sembra essere uscita dal dna contemporaneo, potrebbero essere una soluzione per sopravvivere al bullismo e soprattutto per prevenirlo anche se, nel caso degli adulti, modificare certi atteggiamenti non è facile.

Fondamentale è che la vittima ripeta a se stessa: "Non è colpa mia" e che cerchi nel suo contesto sociale quella solidarietà che gli è venuta a mancare dall'esterno.

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