La Nave Vespucci ritorna in America

La "Signora dei Mari" pronta a tornare una "scuola galleggiante" per i giovani ufficiali della Marina Militare. Navigando verso Stati Uniti e Canada

Eleonora Lorusso

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Tutto è pronto a bordo di Nave Vespucci: l'equipaggio, le attrezzature, le sue 24 vele, ma soprattutto lei, la Nave scuola della Marina Militare, il veliero che in buona parte del mondo ci invidia, per eleganza, bellezza, tradizione e capacità operative che, a dispetto dei suoi 86 anni, rimangono elevatissime. Nave Vespucci, il 19 aprile salperà dal porto di La Spezia e prendere il largo alla volta dell'America, ovvero il continente il cui nome si deve proprio all'esploratore italiano Amerigo Vespucci.

Dopo ben 16 anni (e un accurato re-styling) la storica nave in legno della Marina militare attraverserà l'Oceano Atlantico per la campagna addestrativa dei circa 100 allievi del primo anno dell'Accademia Navale di Livorno, i cosidtetti Cadetti, che a bordo di Nave Vespucci impareranno e affineranno tutte le tecniche marinaresche che poi serviranno loro, una volta diventati Ufficiali.

Dal porto di La Spezia il veliero inizierà il proprio viaggio facendo prima tappa in Portogallo, a Sines e poi a Funchal; dopo 20 giorni di navigazione attraverso l'Oceano Atlantico la "nave scuola galleggiante" approderà a Hamilton, alle Bermuda, per poi proseguire fino ad Halifax, Montreal e Quebec City, in Canada. Da qui, ai primi di luglio Nave Vespucci toccherà anche Boston e New York, da dove ripartirà alla volta del Mediterraneo. Dopo aver raggiunto Ponta Delgada (Portogallo) il 22 agosto, il viaggio proseguirà a Malaga e Barcellona (Spagna), per giungere in Italia, all'Isola D'Elba, dove si fermerà a Portoferraio. Il rientro a Livorno, in Accademia, è previsto il 23 settembre.

Curiosità                                                                                       
Il motto di Nave Vespucci è "Non chi comincia, ma quel che persevera", frase che viene attribuita a Leonardo da Vinci e che esorta a portare a termine le proprie azioni, in particolare per gli allievi che hanno appena iniziato un percorso che li porterà a diventare Ufficiali di Marina e comandanti.

La Nave Scuola A. Vespucci aveva una "gemella", il Cristoforo Colombo, che entrò in servizio nel 1928 e fu nave scuola fino al 1943. Nel 1949, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, fu ceduta come risarcimento danni all'Unione Sovietica, che la utilizzò a sua volta come nave scuola fino al 1963 con il nome Dunay (Danubio). Il suo nome, invece, lo si deve al celebre navigatore Amerigo Vespucci, amico a sua volta di Cristoforo Colombo, che rendendo noti i suoi diari di bordo alla comunità scientifica e culturale, permise di accertare che il nuovo continente non fossero le Indie, come invece ritenuto da Colombo. Per questo motivo il geografo tedesco Waldseemuller propose il nome di "America" per le terre scoperte a fine 1400, come riportato nel suo Cosmographiae Introductio.

Bronzo e oro a bordo
Tra le altre curiosità va ricordato che a prora si trova la cosiddetta "polena", realizzata in bronzo dorato, che rappresenta proprio Amerigo Vespucci. Le decorazioni di poppa e i fregi di prora, invece, sono in legno ricoperti di foglie d'oro zecchino. Un'altra caratteristica del veliero è che tutti i comandi delle manovre che l'equipaggio deve eseguire sono dati ancora con il fischietto, chiamato "fischietto del nostromo".

I Numeri
Sono 36 i km di lunghezza delle cime (ovvero le "corde" a bordo); 2.635 mq è invece l'estensione delle 24 vele quadre e di straglio in tela olona, ovvero fibra naturale. La stazza netta complessiva del veliero è di 1.202, 57 tonnellate. A bordo l'equipaggio può arrivare a 470 persone, tra Ufficiali, Sottufficiali e personale addetto alle varie operazioni, tra le quali quelle marinaresche, logistiche, ingenieristiche e sanitarie; ci sono anche 11 imbarcazioni di supporto al veliero per l'addestramento e i servizi portuali. La velocità massima in navigazione a vela è di circa 10 nodi.

Le "imprese" storiche e leggendarie

Tra le imprese leggendarie del veliero italiano c'è quella del settembre del 1974, quando la nave scuola sfidò il mare forza 9 nel Golfo di Biscaglia, con le sue enormi onde nell'Oceano Atlantico, riuscendo ad avere la meglio solo dopo 5 ore. Indimenticabile, poi, quella dell'Ammiraglio Agostino Straulino, timoniere (e poi comandante) di Nave Vespucci, oltre che campione olimpico di vela, che riuscì a risalire il Tamigi a vele spiegate fino a Londra, lasciando di stucco gli inglesi.

Simbolo del "Made in Italy"
Il veliero può essere considerato simbolo e precursore del "Made in Italy": a progettarla è stato l'ingegnere e tenente colonnello Francesco Rotundi, direttore dei cantieri navali di Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli. Dal giorno del varo, il 22 febbraio 1931, ha continuato ad essere Nave Scuola della Marina Militare, fatta eccezione per il periodo bellico. Nella campagna 2017 la Nave rappresenterà l'Italia e il "Made in Italy" all'estero. Parteciperà alle celebrazioni del 150° anniversario della Confederazione Canadese e alla Tall Ship Race, la competizione per i velieri ad alti alberi delle navi scuola di tutto il mondo.

Una nave per i giovani
Oltre a rappresentare la "scuola galleggiante" per gli Allievi Ufficiali del 1° anno dell'Accademia di Livorno, il veliero vanta una lunga storia di collaborazione con l'UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia.

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