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Inghilterra: la scuola discrimina gli italiani. Arrivano le scuse ufficiali

Il Foreign Office ha spiegato che la distinzione linguistica tra italiani e meridionali aveva lo scopo di aiutare gli stranieri nell'apprendimento della lingua, ma è stato mal interpretato

Il questionario inglese che discrimina gli italiani

Barbara Massaro

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Siete italiani, siciliani o napoletani? E' la domanda che si sono visti porre i genitori di connazionali che vivono in Inghilterra al momento di iscrivere i propri figli a scuola e che ha finito per sollevare una sorta di caso diplomatico al termine del quale il Foreign Office ha formalmente chiesto scusa all'Italia.

Online alcune circoscrizioni di Galles e Inghilterra avevano messo a disposizione i moduli da compilare e alla voce: "Paese di provenienza" si trovava appunto la diversificazione tra Italiani in generale, siciliani o napoletani. La notizia, dapprima partita in sordina, è arrivata alle orecchie dell'Ambasciatore italiano in Inghilterra, Pasquale Terracciano che ha fatto un salto sulla sedia e ha subito scritto al Foreign Office inglese ricordando alla Corona che noi "Siamo una Nazione unita dal 1861".

In una nota la nostra sede diplomatica aveva fatto sapere: "L'Ambasciata d'Italia nel Regno Unito è intervenuta per richiedere la modifica di talune categorizzazioni regionali riferite all'Italia comparse sui moduli online per l'iscrizione scolastica in alcune circoscrizioni in Inghilterra e nel Galles. I codici presentati per la selezione dell'appartenenza etnica, utilizzati sui siti di alcune circoscrizioni scolastiche, indicavano infatti una scelta fra italiano, italiano – napoletano e italiano-siciliano. L'Ambasciata ha protestato con le autorità britanniche, richiedendo la rimozione immediata di tali categorizzazioni".

La risposta del Foreign Office non si è fatta attendere e in una nota ha "Deplorato l'accaduto" e ha assicurato: "Un intervento perché vengano subito rimosse queste categorizzazioni non giustificate e non giustificabili".

Inoltre ha fatto sapere che "Verificherà per quale motivo, in pochi e isolati distretti scolastici, siano state introdotte queste categorizzazioni, che peraltro non avevano alcuna volontà discriminatoria, ma semplicemente miravano all'accertamento di qualche ulteriore difficoltà linguistica per i bambini da inserire nel sistema scolastico inglese e gallese"

All'Ansa l'Ambasciatore italiano aveva dichiarato: "Si tratta di iniziative locali motivate probabilmente dall'intenzione d'identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari e garantire un ipotetico sostegno. Ma di buone intenzioni - aggiunge - è lastricata la strada dell'inferno specie quando diventano involontariamente discriminatorie, oltre che offensive per i meridionali".

E poi aveva sottolineato: "La grave carenza inglese di conoscenza della realtà italiana e una visione tardo ottocentesca della nostra immigrazione".

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