Il New York Times dice sì alla legalizzazione della marijuana

La presa di posizione del più autorevole giornale Usa è destinata a far discutere

Negozio Usa che vende marijuana

Negozio Usa che vende marijuana – Credits: Gettyimages

Barbara Pepi

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"È da tempo giunta l’ora di revocare questa versione della Proibizione". Si conclude così l'articolo del New York Times che potrebbe incidere sulle sorti della battaglia per la liberalizzazione federale dell'uso della cannabis in America.

La presa di posizione "a lungo meditata" - come si specifica nell'editoriale - è figlia di una consapevolezza: "I divieti correnti infliggono alla società danni molto maggiori rispetto a una sostanza molto meno pericolosa dell’alcol".

In America diversi Stati stanno provvedendo alla liberalizzazione dell'uso della marijuana e proprio dallo studio dei risultati ottenuti dai singoli governatori in termini di lotta alla micro criminalità e benefici sociali, secondo l'autorevole penna del NYT, è necessario prendere spunto:  "Via via che sempre più stati liberalizzavano le loro leggi sulla marijuana, ribellandosi apertamente al divieto federale, è diventato chiaro ai nostri occhi che serviva un approccio nazionale alla questione".

Da qui la scelta, destinata a far discutere, dell'editoriale dal titolo "Repeal Prohibition, Again "  cui farà seguito una serie interattiva composta da sei parti che verrà pubblicata sul sito del Times dal 26 luglio al 5 agosto con il titolo: "High Time: An Editorial Series on Marijuana Legalization". 

Nella prima parte dell'inchiesta, già pubblicata, si analizza la situazione negli Stati che hanno già liberalizzato l'uso della cannabis e via via verranno prese in considerazione le diverse sfaccettature del problema.

Un tema controverso che il primo giornale d'America cerca di affrontare senza semplificazioni o facili trionfalismi demagogici. C'è, ad esempio, la consapevolezza della gestione della sostanza soprattutto da parte dei minori, ma, come avviene per l'alcool, il NYT propone dure regole restrittive e il divieto di consumo almeno fino ai 21 anni.

Stando così le cose, numeri alla mano, "Nel 2012 ci sono stati 658.000 arresti per possesso di marijuana, secondo i dati dell’ F.B.I., rispetto ai 256.000 arresti per cocaina, eroina e derivati. Ancora peggio, il risultato è razzista, ricadendo in maniera sproporzionata sui giovani neri, rovinando le loro vite a creando nuove generazioni di carriere criminali”. 

Si tratterebbe, quindi, di un provvedimento che fa un salto avanti nel tempo e che impedisce agli States di chiudersi nel Medioevo del proibizionismo visto che "Ci sono voluti 13 anni prima che gli Stati Uniti tornassero in sé e mettessero fine alla Prohibition, 13 anni durante i quali le persone hanno continuato a bere, cittadini altrimenti rispettosi della legge sono diventati criminali e le associazioni a delinquere sono aumentate e prosperate. Sono passati più di 40 anni da quando il Congresso ha approvato l’attuale divieto sulla marijuana, infliggendo grandi danni alla società solo per proibire una sostanza di gran lunga meno pericolosa dell’alcol. Il governo federale dovrebbe revocare il divieto sulla marijuana”. 

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