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Arriva la Befana: le origini della festa

Sacro e pagano si sovrappongono nel giorno dell'Epifania del Cristo ai Magi

La Befana sulle gondole a Venezia

Barbara Massaro

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Miti e riti di epoche differenti si sovrappongono nella contemporaneità dando origine a ibridi e confusione semantico culturale quando si tratta di distinguere tra la Befana e la strega di Halloween, tra i culti pagani e la cristianissima Epifania di Gesù davanti ai Magi giunti a Betlemme guidati dalla Stella Cometa per rendere omaggio al bambin Gesù.

La festa dell'Epifania e l'arrivo della Befana non hanno nulla a che vedere l'una con l'altra se non la coincidenza temporale che avviene dopo 12 giorni dal Natale, ma anche 12 giorni dopo il solstizio d'inverno

Il culto pagano della Befana

La Befana (che in origine non si chiamava così) è una tradizione italiaca che nasce dieci secoli prima dell'arrivo del cristianesimo quando il solstizio d'inverno veniva percepito come il momento più buio dell'intero anno agricolo, un giorno dopo il quale sarebbe ricominciato il lungo cammino verso la rinascita primaverile, verso la fioritura e il raccolto dei campi.

Per questo il passaggio andava esorcizzato e propiziato con una serie di simboli: prima di tutto la vecchia brutta e rugosa, simbolo dell'arido inverno che vola via a cavallo di una scopa, iconica rappresentazione della pulizia di ciò che non serve più, ma anche simbolo femminile che aleggia sui campi e che propizia un anno fertile e positivo per le colture.

Si tratta di una figura italica legata alla vita contadina e per questo sopravvive solo nel nostro Paese sdoganata in diverse accezioni a seconda della latitudine.

In Veneto, per esempio, la vecchia viene bruciata e arde su un falò composto dagli arbusti delle viti, le rachide, miuetute in autunno. A seconda della direzione che il fumo provocato dalla combustione prenderà si vedrà se è in arrivo un anno buono o meno per il raccolto. 

La Befana non è una strega

La Befana non porta il cappello da strega (quello tra la strega e la vecchia è una crasi con le tradizioni di Halloween), ma un fazzoletto liso che le protegge i capelli dal gelido inverno così come fanno le gonne ampie e le scarpe.

Anche la tradizione dei regali ha attinenza con il raccolto. I dolciumi sono trasportati in gerle di vimini o sacchi di iuta, classici contenitori utilizzati per frutta e grano.

In questo modo la presenza dei dolciumi è di buon auspicio per la ricchezza dei campi. Dal paganesimo il culto della Befana è passato in epoca romana dove la vecchina aveva preso le fattezze della dea Diana per poi ritornare vecchietta in epoca medievale grazie alla fusione con analoghi culti germanici e celti. Anche in quel caso figure demoniache, falò e fantocci di anziani mostri servivano a scacciare il male e a propiziare una buona stagione delle messi. 

 

Condannato in epoca cristiana il culto della Befana è stato rivalutato in periodo fascista e da allora è rimasto in Italia, unico Paese al mondo che conosce la festa della Befana.

Aspettando i Re Magi

Altrove invece si aspettano i Re Magi che, come da tradizione cristiana, portano i regali ai bambini. In Spagna, ad esempio, i doni non li consegna Babbo Natale, ma i Re Magi cui i bambini inviano la letterina e dai quali si aspettano pacchetti e regali da scartare il 6 gennaio mattina.

Si tratta di una tradizione più in linea con la storia della Chiesa visto che Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono stati i primi a presentarsi davanti alla culla di Gesù bambino per consegnare i preziosi doni composti da oro, incenso e mirra. Da qui deriva il nome di Epifania che in greco significa manifestarsi, mostrarsi, rendersi visibile. E' stato il giorno in cui il Cristo si è mostrato al mondo tramite gli occhi dei Magi e questo viene celebrato in una delle feste (insieme a Natale e Pasqua) più sacre per la cristianità.

Che domani si festeggi la Befana o i Re Magi con l'Epifania l'unica certezza è che il sei gennaio tutte le feste se le porta via e da lunedì si torna all'agognata normalità.

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Dolci ma anche carbone dalla vecchina che unisce sacro e profano, che educa alla responsabilità individuale e le cui origini vengono da molto lontano

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