Italyca. Anche in casa va di moda il su misura made in Italy

Credits: Ufficio Stampa

I più facoltosi (inutile chiedere nomi, sono segreti) si fanno costruire una spa, una palestra oppure un cinema tra le mura domestiche. Qualcuno esagera e ordina il pacchetto completo. Tutti, comunque, apprezzano il lusso di avere mobili, finiture e arredi unici, costruiti su misura in Italia. Perché il proposito è trasferire le tecniche e i vezzi di un abito di sartoria in un terreno inusuale e più vasto: la casa. Partendo da zero e curandola nei particolari minimi, cucendola addosso ai desideri di chi andrà ad abitarla, ma soprattutto facendola diventare esclusiva. Ovvio che per riuscirci serva la mano di un sarto solo, altrimenti la coerenza dell’insieme sfuma. Italyca è quella mano: un gruppo di professionisti, laboratori, competenze, nato per vestire un appartamento o una villa sotto ogni aspetto, incluse la sicurezza e la domotica. Così la temperatura è sempre quella giusta, l’idromassaggio si riempie di bolle con un tocco su uno schermo...

Il risultato è un’abitazione chiavi in mano e tailor-made, che in quanto tale ha estimatori ben precisi: clienti allergici agli standard, desiderosi di andare oltre ciò che si trova sul mercato, incluso quello d’élite. Vip e viveur, amanti del bello, giramondo in grado di riconoscere l’esperienza in un lavoro artigianale e il valore del meglio della tecnologia.

«Poco importa se vivono a Cortina, a Novara, a Mosca o a Dubai: pensiamo a tutto noi. Sappiamo districarci tra le normative e le questioni giuridiche e fiscali dei diversi paesi» spiega Franco Bizzozzero, architetto già premiato con un Compasso d’oro, tra gli ideatori di Italyca. Una rete che l’ossessione per l’eccellenza del made in Italy l’ha nel nome e dentro il logo, in cui è visibile un rametto d’alloro. «No, non è un modo per coprirci d’incenso da soli» sottolinea Bizzozzero «ma è un monito che preferiamo non perdere di vista. Uno sprone a dare sempre il meglio».

La strada di ogni singolo progetto è lunga, è un percorso di mesi: di parole, incontri, riunioni, indispensabili per dialogare con i proprietari e proporre loro opportunità di cui forse nemmeno immaginavano l’esistenza. «Mi sento un po’ un prete in un confessionale, solo che anziché assolverli finisco per assecondare qualche debolezza».

Peccati veniali, che fanno anche bene all’ambiente, visto che gli arredi vengono spesso integrati con soluzioni ecologiche. «In questo sta il vantaggio di gestire tutto dall’inizio. Per dire, possiamo sfruttare al massimo l’esposizione della casa per ottimizzare la produzione di energia. O creare una rete di videosorveglianza integrata nel sistema domotico e perciò poco invasiva».

Lo slogan, sottinteso, è «si può fare»: dal maxischermo davanti alla vasca da bagno al doppio camino in mezzo al salotto, alle poltrone cucite a mano, così comode che alzarsi diventa un sacrificio. Italyca, però, non è uno sfogo per viziati o un rifugio per eccentrici: «Uno spazio è ben riuscito se è coerente con il contesto. Si riempie di senso se è curato ma discreto. I nostri clienti lo sanno bene» dice Bizzozzero, che a loro offre un’opportunità molto gradita: «Come succede per il laboratorio di una maison, chiunque può chiedere di visitare i luoghi dove produciamo gli elementi con cui arrediamo le abitazioni». Concerie, falegnamerie, vetrerie sparse nel Nord Italia, ognuna dove la tradizione è più consolidata.

A Milano, Roma e Lugano si trovano invece gli showroom di Italyca che, una volta terminati i lavori, non abbandona le sue creazioni al loro destino: «Se ci presentiamo come un interlocutore unico» precisa l’architetto «allora dobbiamo continuare a esserlo nell’assistenza». Significa che, se si danneggia una porta o si guasta un tapis roulant, il numero da chiamare sarà sempre lo stesso. Perché è con la somma di tante piccole attenzioni che si passa dall’idea di casa alla casa ideale.

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