Il terzo grado - Alessandro D'Avenia

"L'unico talento che ho è raccontare storie: di altri (a scuola) e mie (nei libri)", confessa lo scrittore amatissimo dai giovani

Alessandro D'Avenia

Il best seller Bianca come il latte, rossa come il sangue è diventato un film: nelle sale in questi giorni, è campione d'incassi – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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NOME: Alessandro D’Avenia

CHI E’: insegnante, scrittore e sceneggiatore.

COSA FA: insegna italiano e latino in un liceo milanese. Ha pubblicato due romanzi: Bianca come il latte, rossa come il sangue e Cose che nessuno sa, entrambi editi da Mondadori. Dal suo primo libro è stato tratto l’omonimo film con Filippo Scicchitano, Gaia Weiss e Luca Argentero, nelle sale in questi giorni. Collabora con alcuni quotidiani e cura il suo blog (www.profduepuntozero.it)

DICE DI SE’: “Sono uno scrittore e insegnante, perdutamente innamorato della realtà”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

L'unico talento che ho è raccontare storie: di altri (a scuola) e mie (nei libri). Non ho un milione di talenti: sono negato per la matematica e i suoi derivati, riesco a perdermi con una mappa in mano, posso essere letale in cucina.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

La cucina. Per poter invitare molti più amici e stupire qualche amica...

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Mi piace da matti. Almeno quel giorno penso di non aver peggiorato le condizioni già precarie del mondo.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Il mio sistema lacrimatorio è un disastro. Va per i fatti suoi da una vita...

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Io no, ma i miei genitori sì. Hanno conservato tutto... Purtroppo.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

La vita senza sensi perde senso. Come fai a fidarti di un insipido?

Puoi dire con certezza di aver amato?

Proprio in questo istante.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Della gente normale. Gli strambi sono rimasti tutti miei amici... Chissà come mai?

Sai mentire?

A parole. Ma se mi guardi in viso sono perduto...

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Fare tutte le settimane. Nuotare per me è il momento migliore per pensare. Finalmente la respirazione trova armonia con i movimenti e i pensieri diventano più netti, limpidi.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Da buon palermitano permaloso anche peggio...

Qual è la tua torta preferita?

Di mele. Come la fa mia mamma.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Ho un'ottima memoria per cose che gli altri ritengono inutili. Soprattutto gli uomini.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Ogni giorno in classe con i miei alunni è un viaggio in una terra piena di cannibali.

Sarai più felice in futuro?

Sì. Sono sopravvissuto a questo questionario...

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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